SALVARE Villa Aurora, ieri ho incontrato apposta il commissario Scura

Al delegato del governo ho esposto le proposte del Movimento per la clinica di Reggio Calabria, per le stabilizzazioni e le nuove assunzioni in sanità e per recuperare risorse per il Servizio sanitario regionale, partendo dalla vicenda dei milioni in più che fuori legge la Calabria trasferisce ogni anno al policlinico universitario di Catanzaro.

Applicare il principio normativo dell’integrazione del pubblico da parte del privato e, dunque, alla luce del comprovato sovraccarico dei reparti pubblici di Ginecologia-Ostetricia della provincia di Reggio Calabria, riaprire il Punto nascita di Villa Aurora, così garantendo la necessaria assistenza alla comunità locale e tutti i posti di lavoro presenti nella clinica reggina. È la mia proposta al commissario del governo Massimo Scura, che ho incontrato ieri a Catanzaro, discutendo a lungo della delicata vertenza di Villa Aurora, delle nuove assunzioni conseguenti alla normativa sui turni e i riposi obbligatori in sanità, delle relative procedure, delle stabilizzazioni dei precari, della programmazione in corso, del comportamento dei direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario regionale e del surplus di finanziamento che la Regione Calabria continua a trasferire al policlinico universitario di Catanzaro, senza un valido protocollo d’intesa e in violazione di legge, che in proposito impone di considerare l’effettiva produzione del beneficiario. Con il commissario Scura ci si può confrontare in modo aperto e diretto. Il commissario ha preso atto della soluzione del Movimento 5stelle per salvare Villa Aurora, concreta quanto fattibile. Non può essere il privato a imporre le proprie preferenze al potere pubblico. Sulle nuove assunzioni il commissario ha rappresentato lo stato e le difficoltà dell’attuazione, assicurando una costante vigilanza sulle scelte dei direttori generali. Ancora una volta il Movimento 5stelle ha dato prova di essere operativo sui nodi della sanità calabrese, per cui con precisa cognizione ha sempre seguito il doppio binario della denuncia e del dialogo istituzionale, purtroppo finora rifiutato dal governatore Mario Oliverio. 

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