SANITÀ, ANCORA UNA VOLTA LA LEGA ROVESCIA LA VERITÀ

È successo ieri, in Rai. Contro le menzogne del potere, vi dico esattamente come stanno i fatti sui soldi che le regioni ricevono dallo Stato per curare i pazienti. Ho presentato una proposta di legge e un emendamento per riequilibrare l’assegnazione delle risorse statali dedicate alla sanità.

Ci risiamo. Mancavano da un pezzo le “boiate” dei leghisti sull’inferiorità dei meridionali. Ieri al programma di Rai 3 “Agorà”, la sindaca di Cascina (Pi), Susanna Ceccardi, ha detto che i medici calabresi devono essere pagati meno dei medici dell’Emilia Romagna, addirittura sostenendo che in Calabria si lasciano i bisturi nello stomaco. La Rai è tenuta a fare servizio pubblico, rammento.

Da commissario della Vigilanza Rai, esprimo ferma riprovazione per questo episodio, emblematico di come la verità sia volutamente rovesciata, a discapito dei cittadini. Infatti, come ho dimostrato in parlamento, dal ’99 ad oggi la Calabria ha ricevuto 2miliardi in meno per la sanità, a causa di un criterio di ripartizione del Fondo sanitario che penalizza le regioni meridionali e che prescinde del tutto dal fabbisogno effettivo di cure nei singoli territori.

Ho presentato una proposta di legge e di recente un emendamento, prossimo alla discussione nell’ambito della Legge di Stabilità per il 2018, al fine di modificare il criterio di assegnazione delle risorse sanitarie alle regioni, che deve basarsi sui dati epidemiologici e di morbilità, non – come adesso – sul calcolo della popolazione pesata. Questo consentirebbe alla Calabria di avere almeno 120milioni all’anno in più, e dunque di uscire dal commissariamento, dal Piano di rientro e dalla subordinazione a logiche di potere che stanno cancellando il diritto alla salute dei miei conterranei.

Ricordo, infine, che l’emigrazione sanitaria dalla Calabria verso le regioni centrali e settentrionali è voluta da un sistema di poterecontro cui il Movimento 5stelle sta lottando senza sosta. La sanità deve essere uguale in tutta Italia, punto. Il costo dei “viaggi della speranza” dei calabresi è di 300milioni all’anno, più gli altri soldi che le famiglie sono costrette a sborsare per i loro soggiorni fuori sede. Ciononostante, la Lega di Salvini si prende anche il lusso di sbeffeggiare i sanitari della Calabria, vittime della disorganizzazione e dell’opportunismo di una classe politica e burocratica che mantiene diseguaglianze e disservizi. Gridatelo al nuovo leghista Giuseppe Scopelliti!

Sono solidale con i medici e gli altri operatori sanitari calabresi, che ogni giorno si impegnano, con gravi rischi personali, per curare i pazienti, malgrado l’insufficienza e l’irresponsabilità croniche del governo regionale e del governo nazionale.

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