Sanità calabrese: eccovi i nostri affari segreti su quelle regole…

Nesci e Parentela

Ieri col deputato M5s Paolo Parentela abbiamo incontrato il prefetto di Catanzaro sulla vicenda dell’autorizzazione negata dai commissari Scura e Urbani al Marrelli Hospital di Crotone. Sotto la prefettura c’erano centinaia di manifestanti dell’omonimo comitato. Pertanto, presenti anche il sindaco di Crotone, il presidente della Provincia di Catanzaro e il senatore Antonio Caridi (Grandi Autonomie e Libertà), abbiamo interloquito con il prefetto del capoluogo calabrese, Maria Latella, che ha dato la propria disponibilità a mediare presso il governo. In realtà Parentela e io eravamo andati a Catanzaro per parlare della questione specifica proprio con Scura e Urbani, significativamente rimasti a Roma.

di Dalila NESCI

Mi sembra superfluo precisare che con Parentela abbiamo fatto la nostra parte istituzionale, data la tensione sul posto. Era doveroso rappresentare il problema di fondo al prefetto; non eravamo a un comizio o a una parata elettorale, non stavamo stringendo alleanze per voti né firmando contratti per saltare nella maggioranza Pd-Ncd.

Stavamo invece esercitando il nostro mandato, partendo dal fatto, incontestabile, che il Marrelli Hospital non è stato autorizzato all’esercizio dell’attività, mentre altri privati hanno visto accolta analoga istanza, nel vigore della stessa normativa e a parità di condizioni. Potete verificarlo personalmente, andando sul sito del dipartimento regionale per la tutela della salute (qui il link). In particolare, i decreti commissariali da prendere in esame sono il n. 88/2015, che fra l’altro dichiara in modo del tutto arbitrario esaurita l’efficacia del DCA n. 151/2013, il n. 89/2015, con cui è rigettata l’istanza del Marrelli Hospital, e i numeri dal 97 al 101, con cui è accolta, invece, l’istanza di altri privati.

Scopo di questo mio post è fare chiarezza assoluta, dal momento che abbiamo subito alcuni attacchi strumentali via web, a mio avviso pilotati da un pezzo del Pd, che in materia di sanità continua a giocare con più mazzi di carte, a mostrarsi innocente benché carnefice.

Partiamo da un dato, la materia delle autorizzazioni è di esclusiva competenza della Regione Calabria; nessun commissario del governo può scavalcarla. Questo perché la legge, precisamente la n. 24 del 2008 della Regione Calabria, assegna al dirigente generale del dipartimento per la tutela della salute il potere di rilasciare le autorizzazioni all’esercizio di un’attività sanitaria. Ciononostante, Oliverio muto, i commissari Scura e Urbani hanno messo mano sulle autorizzazioni, decretandone alcune e rigettando soltanto quella per Marrelli Hospital.

Faccio un passo indietro per evidenziare un punto importante. Nella primavera 2014 avevamo lottato per evitare che nel decreto legge sulla pubblica amministrazione, il n. 66 del 2014, passasse una norma che aboliva la verifica di compatibilità da parte delle Regioni. Questa norma, cancellata in sede di riconversione grazie a noi e ad alcuni parlamentari del Pd, avrebbe consentito l’apertura del Marrelli Hospital – e di altre strutture sparse sul territorio nazionale – indipendentemente dalla verifica del dipartimento regionale di competenza rispetto allo specifico fabbisogno sanitario nel territorio; nel caso di Marrelli Hospital le attività sanitarie sono chirurgia oncologica e ortopedia pediatrica. Inoltre, avevamo in assoluta solitudine contestato il Dca n. 151/2013, presentando perfino un esposto penale. Infatti, il predetto decreto, che singolarmente modificava i termini per ricorrere in via straordinaria al capo dello Stato, rimetteva in gioco le istanze di autorizzazione pendenti, subordinandole all’approvazione della rete dell’assistenza ospedaliera e con la paradossale fissazione, per il completamento della rete, di un termine di 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. In sostanza, tale decreto commissariale avrebbe determinato condizioni di favore per Marrelli, mentre la moglie, Antonella Stasi, reggeva la Regione Calabria. Da qui la nostra battaglia, sul presupposto che favori non si possono fare a nessuno.

Ora, se concordiamo che favori non si possono fare a nessuno, dobbiamo concordare anche sul fatto che spregi non si possono fare a nessuno. Il timone dell’azione amministrativa deve essere soltanto la legge. Se ciò non piace a tutti, non è un problema nostro. La sanità calabrese ha subito danni irreparabili perché la legge è stata sistematicamente aggirata, violata, calpestata, a beneficio di apparati di potere pubblico e privato.

Nel caso del Marrelli Hospital, è stata commessa un’ingiustizia, dunque, una volta che Antonella Stasi, vicepresidente della Regione Calabria e poi presidente facente funzioni, è uscita dal palazzo. Riporto un fatto: quando Paolo Parentela denunciò alla Procura della Repubblica di Catanzaro che il sub-commissario Andrea Urbani non aveva una presenza continuativa (qui il link alla notizia) in dipartimento, la Stasi avviò un’inchiesta interna (in foto il documento, nda), chiedendo spiegazioni (qui il link alla notizia).

Documento inchiesta interna

È lecito chiedersi se il fatto possa aver urtato qualche sensibilità? Come mai in seguito la Regione Calabria (a guida Oliverio) non ha proceduto alle autorizzazioni delle riferite strutture private, lasciando la pratica ai commissari Scura e Urbani, come dimostra la firma (in foto, nda) del dirigente generale del dipartimento di competenza, il prof. Riccardo Fatarella, in fondo al Dca n. 89/2015? E perché lo stesso Fatarella ha oggi concesso un parere positivo all’autorizzazione del Marrelli Hospital, se dalla ricordata (sua) firma nulla è cambiato? Delle due l’una: o, superata la citata vicenda della verifica di compatibilità, Marrelli andava autorizzato per la normativa in vigore, come crediamo, oppure insieme all’istanza del Marrelli Hospital andavano respinte quelle delle altre strutture private, invece autorizzate.

Firma Fatarella su Dca 89 del 2015

Questi sono fatti; stanno a zero le chiacchiere e le insinuazioni di chi impunemente e senza elementi ci ha accusato di esserci venduti. Sia chiaro, noi ci confrontiamo sulla base degli atti assunti e dei fatti accaduti, non sulla base delle congetture e delle illazioni. Siamo sempre disponibili al confronto, se fondato sulle carte.

E andiamo alla Fondazione Campanella, che qualcuno ha tirato in ballo a suo comodo e che non c’entra con l’odierna vicenda del Marrelli Hospital. La Campanella è fallita per una gestione paradossale da parte della politica di centrodestra e centrosinistra, per il trasferimento di unità operative dal policlinico universitario alla stessa fondazione e per le responsabilità della burocrazia regionale, che nonostante i segnali d’allarme non ha mai restituito al mittente le riferite unità operative. La fondazione è inoltre fallita, a mio avviso, per la bulimia incontenibile del potere universitario, che vuole tutto: dal riferimento regionale per l’Endocrinochirurgia fino alla Cardiochirurgia di Reggio Calabria.

Premesso che i soldi pubblici destinati alla cura dei pazienti oncologici calabresi sono stati invece utilizzati – come risulta in via documentale, intanto dalla relazione (nella foto sotto il prospetto dei debiti, nda) del commissario liquidatore, Andrea Bonifacio (leggi qui e anche qui) – per attività ben diverse, il Movimento 5 stelle non ha sfilato, durante la campagna elettorale per le ultime regionali, insieme ai responsabili politici del declino della Fondazione Campanella, cui l’allora candidato governatore Mario Oliverio aveva dato rassicurazioni, rapidamente scomparse.

Debiti Campanella

La verità è che nel gennaio scorso venivano alimentate speranze vuote nei confronti dei lavoratori della Campanella, purtroppo «curnuti e mazziati». Dopo aver osservato che la Provincia e il Comune di Catanzaro non hanno mai messo un centesimo per l’attività della Campanella, noi 5 stelle ci siamo dati da fare al fine di: 1) sostenere politicamente il diritto dei lavoratori della Fondazione a non essere scaricati come cose (leggi l’interrogazione sui fondi puppati con la L. 488/1992 senza le assunzioni previste); 2) smascherare l’inconsistenza del piano di rilancio del «polo oncologico» ascritto al commissario Urbani e dimostrare il rovinoso immobilismo della Regione Calabria (già a guida Oliverio) (leggi l’atto parlamentare M5s e l’imbarazzante risposta del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che tace sul “piano Urbani”); 3) aprire politicamente degli spazi occupazionali per i lavoratori ingannati della Fondazione Campanella (leggi l’atto parlamentare); 4) contrastare l’indebita assegnazione dei fondi già destinati alla Fondazione Campanella a soggetti privati, peraltro senza criteri predefiniti (leggi l’atto parlamentare); 5) riverberare, nel silenzio di tutti, il problema della sofferenza, intanto economica, degli ex lavoratori della fondazione, definiti «vittime uniche di un intero sistema», e verificare, tramite sindacato ispettivo parlamentare, la situazione finanziaria della Campanella per il pagamento di tutti i creditori (leggi l’atto parlamentare), quindi anche – e soprattutto – delle spettanze dei lavoratori (in foto, nda, la parte della nota a firma Nesci con le richieste al commissario liquidatore della Fondazione Campanella).

Richiesta conti

Ancora, il 5 ottobre scorso, nell’ambito di una nostra iniziativa pubblica a Catanzaro, Mandiamoli a casa adesso, abbiamo dato voce a lavoratori della Fondazione Campanella, sempre nel silenzio e nell’oblio delle altre forze politiche. Oggi diversi lavoratori della fondazione sono stati contrattualizzati ma da precari, e di questo, secondo il sistema politico dominante, dovrebbero anche rendere grazie.

In conclusione, hanno il benservito quanti senza alcun argomento strumentalizzano le nostre battaglie a favore della legalità nella sanità calabrese. Chi ci accusa di privilegiare la sanità privata, dimostri coi fatti il proprio operato a tutela del diritto alla salute partendo, come noi, dalle strutture pubbliche. Nel merito, siamo stati l’unica forza politica a fare una puntuale ricognizione delle carenze negli ospedali calabresi e a intervenire in concreto contro:

    1. la riduzione del diritto alla salute a pratica di numeri e contro i tagli alla sanità pubblica derivanti, unicamente, dal sistema dell’euro, dai cosiddetti «aiuti agli Stati» e dal fiscal compact (leggi l’atto parlamentare e leggi l’atto contro la chiusura dei piccoli ospedali pubblici);

    2. l’infondatezza del piano di rientro e per la ripartizione del fondo sanitario alle regioni sulla base dei bisogni effettivi (leggi l’atto parlamentare);

    3. l’illegittima proroga del commissariamento della Regione Calabria per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario (leggi l’atto parlamentare e guarda qui il video sull’interpellanza urgente del 27 novembre 2015).

Infine, in Calabria, terra di conquista, spartizioni e affari storici, siamo stati gli unici a denunciare nomine illegittime; assegnazioni illegittime di servizi pubblici a soggetti privati; consulenze strapagate nella sanità pubblica; violazioni ripetute di norme (guarda qui il video dell’interpellanza urgente sull’illegittimo annullamento della procedura di verifica dei requisiti della Cardiochirurgia universitaria di Catanzaro); concorsi pubblici (vedasi per il direttore della Cardiochirurgia di Reggio Calabria) con colloquio prevalente sul curriculum; mancanza di requisiti strutturali coperta dal sistema e, più in generale, la spoliazione, continua e voluta, nell’ambito dei servizi sanitari pubblici. Il tutto tra abusi della struttura commissariale e silenzi del governatore Oliverio.

Il Movimento 5 stelle ha bisogno di verità, coraggio, disinteresse e concretezza. Non ci servono l’apparenza e l’ipocrisia.

2 commenti

  1. Luisa loffredo

    In caso di dubbi, guardare la reazione del PD-Ala-NCD e sai che sei sulla strada giusta quando questi si scaldano tanto per mantenere favoritismi e manovrare danaro! Avanti così, L’Onestà sarà di moda! W il M5S!

  2. il pensiero deve andare prima di tutto,ai pazienti,agli ammalati ,ai bambini,e dopo pensare alle beghe burocratiche.Bisogna che ci sia trasparenza quando vengono redatti gli atti,non ci debbono esserci interessi ne politici, ne personali, per aggiudicarsi posti al sole! La gente ha bisogno di risposte di certezze,di rassicurazioni,con la salute dei più deboli non si può più giocare!!

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