Sanità calabrese: la denuncia M5S e il mollo soccorso

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Con il collega M5s Paolo Parentela, ieri abbiamo presentato due esposti alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti: uno sul finanziamento, illecito, della Regione Calabria all’Università di Catanzaro per il collegato ospedale Mater Domini; l’altro sulla convenzione tra gli ospedali Bambino Gesù di Roma e Pugliese-Ciaccio di Catanzaro per la cura dei bambini calabresi.

di Dalila NESCI

La sanità calabrese vede tagli continui per ripianare il debito, insieme a incarichi incomprensibili conferiti dal nuovo commissario governativo; che di recente, per esempio, alla “modica” cifra di 600 euro al giorno ha reclutato un professionista per occuparsi dei conti sballati dell’Asp di Reggio Calabria, nonostante la presenza di un revisore contabile, Kpmg, che costa 3 milioni all’anno alla Regione.

Il rientro dal debito sanitario è in primo luogo un affare per apparati di potere. Lo diciamo da sempre, tra censure e servigi del mollo soccorso giornalistico, cioè un soccorso dei capi debole quanto inutile, fatto di titoli a effetto, confusione espositiva e occultamento dei fatti senza ritegno.

Una riprova l’abbiamo su Il Quotidiano del Sud di oggi, 22 marzo, nel quale – a pagina 9 – in un box si bolla come «polemica» la nostra denuncia di ieri a Catanzaro, facendo passare la notizia nei termini, funzionali a proteggere i piani alti, di un esposto sull’Università di Catanzaro legato a meri ritardi nel rinnovo dell’intesa con la Regione Calabria. Viene nascosto il fatto, cioè, che la nostra azione riguarda, nello specifico, una montagna di soldi che la Regione ha dato “a ufo” all’Università, secondo quanto documentato dal settore economico-finanziario del dipartimento regionale Tutela della Salute. Parliamo di almeno 24 milioni di euro, cifra riportata già ieri da diversi organi di stampa, dopo la conferenza col collega Parentela all’uscita dalla Procura di Catanzaro.



Sempre a pagina 9, il mollo soccorritore di turno, sovvertendo la regola giornalistica sulla priorità ai fatti, si dilunga in una premessa di 16 righe per difendere la bontà della convenzione tra Bambino Gesù e Pugliese-Ciaccio, definendo «strumentale» il nostro esposto a riguardo e ipotizzandone il fine ultimo: «a tutela sindacalmente di qualche dirigente medico». In seguito, il mollo soccorritore di turno riporta dei dati per impressionare il lettore, ma omette che il Tavolo Massicci  come con Parentela abbiamo riassunto nell’esposto e anche in una recente interrogazione parlamentare  chiese, senza ottenerli, specifici elementi rispetto alla convenzione – chi fa che cosa e con quali risorse – e rilevò una duplicazione dei costi circa la pediatria ospedaliera nella città di Catanzaro. Già Report, in un servizio di Antonino Monteleone andato in onda nella puntata del 28 aprile 2013, si occupò della vicenda, facendo emergere anche disgustose situazioni di conflitti d’interesse che nulla hanno a che fare con la cura dei bambini. Con buona pace di tutto il mollo soccorso giornalistico.

I nostri interventi parlamentari sono stati, dunque, doverosi e fondati su atti ufficiali, oltre che su approfondimenti giornalistici.

In quanto al mollo soccorso cangiante che ieri sosteneva le scelte del governatore di centrodestra e oggi appoggia quelle del governatore di centrosinistra , dall’uscita del decreto di riorganizzazione della rete dell’assistenza ospedaliera, del 2 aprile 2015, ogni giorno offre una difesa pervicace del potere, con modi platealmente servili. Ve ne daremo conto, in maniera oggettiva e precisa.

REPORT sulla convenzione pediatrica Bambino Gesù-Pugliese (clicca qui per vedere)

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