#SANITÀ #CATANZARO, IL “CONCORSO DELLE MOGLI”: INACCETTABILE DECLASSARE ANCORA I BISOGNI DEI CITTADINI

Indignata per la notizia ormai di dominio pubblico: i Commissari nominati dai Ministeri della Salute e dell’Economia avrebbero autorizzato un concorso per l’assunzione di due figure nel settore legale dell’Azienda ospedaliera di Catanzaro, a cui avrebbero partecipato la moglie del capo dipartimento amministrativo della stessa AO e la moglie del dirigente responsabile del settore economico del Dipartimento regionale di Tutela della salute.
Una vergogna, se si pensa alle reali urgenze che gravano sul settore sanitario della Regione: interi reparti ospedalieri sono costretti a turni di lavoro massacranti per sopperire alla mancanza di medici, infermieri, operatori sanitari e tecnici di laboratorio. E come rispondono i preposti direttori generali f.f. A tutto questo? Con assunzioni superflue.
Una situazione assolutamente inaccettabile, soprattutto all’indomani della conversione in legge del Decreto Calabria.
Proprio sulle molte novità normative introdotte dal Decreto dovrebbero basarsi gli interventi dei responsabili per il risanamento della sanità regionale, Generale Cotticelli e Sub Commissario Shael, per compensare le immense carenze gestionali ed operative con cui la vecchia amministrazione ne ha affossato il sistema.
Ne abbiamo abbastanza di notizie di questo tipo: basta favori, basta assunzioni tramite corsie preferenziali di cui non c’è esigenza. Basta con queste pagliacciate.
Stoppare concorsi inutili è nostra priorità, così come assumere il personale davvero necessario a risollevare le sorti della sanità calabrese.
Tutto ciò deve avvenire con celerità ed efficacia. Noi siamo pronti anche a presentare un dettagliatissimo esposto al Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, perché chi ha sbagliato paghi -A TUTTI I LIVELLI- e vada a casa.
In Calabria non è più tempo di giocare con la vita dei cittadini.

 

One comment

  1. Francesco Venturino

    Guardia medica. Quanto dovremo attendere per essere considerati medici come tutti gli altri?

    Gentile Direttore, 
    in precedenza ho scritto della solitudine dei Medici di Guardia Medica, del lavoro in locali sporchi e fatiscenti (almeno in molti realtà che insistono in Sicilia), a volte anche non agibili e strutturalmente non in sicurezza, quasi sempre privi di presidi fondamentali e, talora, anche di farmaci, nonché della pericolosità connessa all’accesso, soprattutto nelle ore notturne, di utenti di tutti i generi, compresi tossicodipendenti, soggetti con disturbi mentali, delinquenti.
     
    Ed ancora oggi, a distanza di due anni dalla violenza subita dalla dott.ssa Strano, nonché a quindici anni dall’omicidio avvenuto in Sardegna della collega, Roberta Zedda, poco o nulla è cambiato in alcuni presidi di continuità assistenziale.
     
    Questa volta intendo soffermarmi sugli aspetti contrattuali e sulle implicazioni medico-legali connessi al ruolo del Medico di continuità assistenziale, probabilmente sconosciuti ai più. Siamo titolari di un contratto derivante da un rapporto in convenzione, e non di dipendenza. Siamo pagati ad ore (circa 12 euro al netto) e, quando ci ammaliamo, per un singolo giorno o per un breve periodo, allorché perdiamo il turno non percepiamo alcun compenso. Lavoriamo anche a 100 km di distanza da casa, spesso in zone impervie, territori dove puoi rimanere bloccato per il mal tempo oltre il turno di lavoro, per ore o addirittura per giorni, senza ricevere una retribuzione aggiuntiva”.

    Maria Francesca Falcone
    Medico di Medicina Generale e Continuità Assistenziale  – Regione Sicilia
    Da condividere
    Francesco Venturino Medico SEGRETERIO FIMMG ASP CROTONE
    VORREI UNCINTRO COL LEI! La CA e la medicina del territorio e’ al collasso!

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