Sanità calabrese, grazie ai nostri rilievi congelata la rete dell’assistenza del duo Scura-Urbani

 

scura urbani

Grazie ai nostri rilievi, la rete dell’assistenza calabrese non è stata ancora decretata dal commissario per l’attuazione del piano di rientro sanitario.

 

di Dalila NESCI

 

Durante l’incontro di due giorni fa con il commissario per il piano di rientro della sanità calabrese, Massimo Scura, e il sucommissario Andrea Urbani, avevo evidenziato gli sprechi derivanti dalla scelta di autorizzare tre cardiochirurgie, oltreché palesi violazioni come la mancata riattivazione dell’ospedale di Praia a Mare, nonché disservizi per l’esclusione di punti di primo intervento come a Rogliano.

Grazie anche a questi rilievi, l’incontro di oggi tra la commissione per il piano di rientro e il governatore regionale, Mario Oliverio, si è concluso con un nulla di fatto, dato che l’annunciato decreto per la rete dell’assistenza è stato congelato.

Ci auguriamo ora che la commissione per il rientro accolga le nostre puntuali osservazioni, ripensando la rete sulla base delle difficoltà e necessità dei singoli territori e organizzandola in modo da redistribuire il carico delle chirurgie attive sulla base della complessità degli interventi.

Spero che a riguardo convenga il presidente della Regione Calabria, al qualche chiedo un preciso impegno politico contro l’assurdità di tre cardiochirurgie sul territorio regionale, due delle quali a Catanzaro, e altrettanto impegno per ridefinire i rapporti della Regione con l’Università di Catanzaro, che continua ad essere finanziata a prescindere dalle prestazioni effettuate. Più volte abbiamo ribadito che ciò comporta per i calabresi un dispendio di 20 milioni di euro all’anno.

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