Sanità: il commissario padano e l’orgoglio calabrese

Nome Italia

La sanità calabrese è nella fossa. Nonostante i nostri appelli ed esposti, il governo non ha ancora nominato il commissario per il rientro. La nomina poteva avvenire dopo il 10 dicembre scorso, già nel Consiglio dei Ministri del 12/12/2014. Invece no, il governo ha perso tempo anche nella successiva seduta della vigilia di Natale, arrivando al 2015 con una normativa nuova, che impedisce l’investitura del governatore regionale eletto.

di Dalila NESCI

Siamo quasi a metà marzo e, malgrado i rumori, i disagi e gravi disservizi negli ospedali, l’esecutivo di Renzi è rimasto fermo, impantanato: non ha scelto un commissario per la sanità calabrese, tanto bisognosa di interventi urgenti e di certezze.

Dal canto nostro, abbiamo chiesto a riguardo anche un incontro con il capo dello Stato, di cui sapremo in settimana. Dell’omissione del governo abbiamo interessato perfino la Procura di Roma.

Oggi si riunisce ancora il Consiglio dei Ministri, con l’ipotesi, per me fumosa, di assegnare l’incarico a Massimo Scura, altro nome circolato dopo quello di Enrico Desideri e di Carlo Lusenti, buttati nell’agone mediatico per continuare nella finzione e guadagnare giorni, settimane, in attesa che la maggioranza trovi un accordo di potere.

A noi non resta che osservare:

    1. che l’ex commissario Luciano Pezzi, nominato all’unanimità soltanto lo scorso 23 settembre e rimasto in carica sino al 10 dicembre, d’improvviso non è andato più bene al governo;

    2. perché, se la normativa vuole che il commissario abbia comprovata esperienza di gestione sanitaria, il governo non considera anche un calabrese ma cerca candidati soltanto al Nord e fra intruppati di partito?

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