Sanità, la battaglia M5S continua: tre esposti contro l’omertà di Scura e Urbani

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La nostra battaglia contro chi non ha cuore la sanità calabrese, come Massimo Scura e Andrea Urbani, prosegue senza sosta. Oggi, insieme ai colleghi M5S Paolo Parentela e Nicola Morra, abbiamo presentato ben tre esposti, di cui uno alla procura di Roma per denunciare anche il silenzio dei ministeri che non hanno mosso un dito davanti alla mala gestione del commissariamento della sanità calabrese, il primo male da sconfiggere per il bene della Calabria.

 

di Dalila NESCI

 

Il commissario Scura ha detto che risponde soltanto a chi l’ha nominato, cioè alla terna del Pd Renzi, Lotti e Gelli. Il suo vice Urbani risponde, invece, soltanto al ministro Ncd Lorenzin. Né Scura né Urbani rispondono, quindi, ai calabresi, destinatari di una sanità sempre più depredata da tagli e irregolarità crescenti.

La finta guerra tra la struttura commissariale e il governatore Oliverio serve a rinviare ogni volta le risposte urgenti di cui hanno bisogno i calabresi. Sulle pochissime nuove assunzioni negli ospedali c’è stata una sovversione, nel senso che un diritto dei calabresi, peraltro ridotto all’estremo, è passato per un favore reso da Scura e Urbani, che non hanno mai combattuto gli sprechi, chiamando loro amici e compari a fare da consulenti e regalando milioni di euro a cliniche private, senza chiarire i criteri di assegnazione.

Avevamo già interrogato il governo che però ha preferito rimanere silente. Ecco perché, allora, abbiamo oggi inviato un esposto alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti. Non solo. Perché per le responsabilità dei ministeri affiancanti, abbiamo trasmesso un secondo esposto anche alla Procura di Roma, riguardo alla mancata riapertura degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare da parte di Scura e Urbani. Un ultimo esposto, infine, l’abbiamo mandato alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, in merito alle consulenze ad Alessandro Bonura e a Massimiliano Passi attivate presso l’azienda ospedaliero-universitaria dal commissario Antonio Belcastro.

L’assenza delle istituzioni, la lottizzazione e l’omertà sono le tre caratteristiche della gestione sanitaria in Calabria. La prima è palese; la seconda è rinvenibile, per esempio, nelle scelte del falso eroe Gioffrè, che da commissario abusivo affidò una consulenza al figlio del procuratore di Catanzaro, cui avevamo denunciato proprio l’illegittimità dell’incarico dato a Gioffrè dalla giunta regionale; la terza è evidente nel silenzio di Scura e Urbani, appoggiati dal governo, rispetto alla mancanza dei criteri sui nuovi budget e alle consulenze all’Asp di Reggio Calabria e al policlinico universitario, dopo che proprio Scura ne aveva bocciato il bilancio, per grave eccesso di spesa.

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