Sanità, lo stop all’accreditamento è una vittoria M5S

nesci scop stasi

 

Siamo soddisfatti del blocco, da parte del governo, della legge sugli accreditamenti in Calabria, ultimo abuso del vecchio consiglio regionale già decaduto.

 

di Dalila NESCI

 

Il consiglio dei ministri, ieri, ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge 22/2014, approvata durante l’ultima seduta della nona legislatura, in materia di accreditamento sanitario. Mi compiaccio con il governo che ha compiuto un’azione a tutela della legalità bloccando l’ultimo provvedimento approvato illegittimamente dalla ex giunta Stasi della Regione Calabria.

Il Movimento 5 stelle aveva immediatamente presentato un esposto alla Procura di Reggio Calabria e alla Corte dei conti sulla vicenda. Il provvedimento approvato interveniva, infatti, su materie di competenza del commissario, semplificando di gran lunga operazioni come passaggi azionari, volture e cessioni di rami d’azienda, a tutto vantaggio dei privati.

Senza dimenticare che la delibera è stata approvata da un Consiglio regionale sciolto, per quanto previsto dall’articolo 33 dello Statuto della Regione Calabria, in considerazione della presa d’atto, lo scorso 3 giugno, delle dimissioni del  Governatore regionale Giuseppe Scopelliti. In sostanza, il consiglio regionale della Calabria non poteva legiferare sull’accreditamento sanitario, sia perché sciolto, sia perché la materia è rimessa alla struttura commissariale.

Chi ha sbagliato deve pagare, e possibilmente uscire dalla scena politica. L’azione compiuta dal governo conferma il ruolo di vigilanza svolto dal Movimento Cinque stelle rispetto all’amministrazione regionale, pur senza propri esponenti nel consiglio della Regione Calabria.

Da qui in avanti la sanità dovrà essere gestita con trasparenza e secondo le leggi. In Calabria la sanità resta la priorità politica, soprattutto dopo i disastri della giunta regionale Scopelliti.

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