Sanità: perchè il governo non nomina commissario un calabrese?

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Oggi si terrà l’ennesimo consiglio dei ministri farsa. Si dovrebbe nominare il commissario per il rientro della sanità calabrese. Ma, come la settimana scorsa, anche oggi non è detto che si arriverà a qualcosa di concreto. Ormai siamo a novanta giorni senza commissario e con un’intera regione – la Calabria – abbandonata a se stessa.

 

di Dalila NESCI

 

È curioso e patologico che nel governo si sparino nomi a caso sulla nomina del commissario per il rientro della sanità calabrese. È un espediente per perdere ancora tempo, un gioco puerile e disonesto.

La scorsa settimana è stato fatto il nome di Lusenti, poi quello di Desideri, ora quello di Scura; magari domani si ipotizzerà Roberto Baggio, Arrigo Sacchi o Alex Del Piero per meriti sportivi.

Mentre il governo scherza e senza alcuna coscienza, i problemi restano tutti in Calabria, dove la sanità è allo sbando. Non si capisce perché oggi non vada più bene il generale Luciano Pezzi, che soltanto nel settembre scorso fu nominato commissario con ampio favore della maggioranza.

Se la legge prevede che il commissario abbia comprovata esperienza nella sanità, è possibile che in Calabria non vi sia un solo dirigente con tale requisito? Il commissario deve per forza arrivare dalla Padania, dall’Etruria o dal Triveneto e provenire dalle truppe di partito?.

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