SANITA': VERSO LA SOSPENSIONE DEI PIANI DI RIENTRO

Venerdì scorso, durante la conversione in legge del Decreto Cura Italia, è stato approvato alla Camera un Ordine del Giorno su mia proposta, con il quale si impegna il Governo a valutare la sospensione dei piani di rientro delle regioni commissariate per tutta la durata dell’emergenza COVID-19.

Il decreto dispone infatti di un incremento di 1,4 miliardi di euro del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale sia per il potenziamento del SSN sia per gli specifici interventi di contrasto alla pandemia, per la cui gestione ogni Regione dovrà redigere un apposito programma operativo. Secondo quanto stabilito dal Capo della Protezione Civile i soggetti attuatori delle misure anti COVID-19, per ogni SSR, sono proprio i Presidenti delle Regioni.

Ho però voluto porre all’attenzione del Parlamento che sette regioni rimangono ancora sottoposte a piano di rientro dal deficit sanitario finalizzato al riequilibrio dei conti (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise Puglia e Sicilia), due delle quali sono peraltro commissariate (Calabria e Molise). Soprattutto in queste realtà si rilevano gravi vuoti di potere e conflitti di competenza nella gestione della emergenza sanitaria. Il Commissario straordinario per la sanità calabrese, Gen. Dott. Saverio Cotticelli, ad esempio, ha pubblicamente affermato di non avere prodotto alcun decreto commissariale relativo al contrasto all’emergenza COVID-19 in quanto ritiene tale incombenza propria del soggetto attuatore, cioè del Presidente della Regione.

I vincoli imposti dal piano di rientro, a mio avviso, non consentono la realizzazione di rapide ed urgenti misure di contrasto alla pandemia come il reclutamento di personale sanitario, l’attività di prevenzione sul territorio, i percorsi di telemedicina attraverso la rete dei MMG (medici di medicina generale) ed i pediatri di libera scelta, nonché l’assistenza domiciliare.

Ho ritenuto pertanto doveroso che il Governo si impegnasse a rimuovere ogni vincolo o parametro restrittivo che non consenta azioni di contrasto al COVID-19, sospendendo subito i piani di rientro e il commissariamento nelle regioni interessate. Solo in questo modo sarà possibile consentire agli organi preposti di procedere alle assunzioni straordinarie di personale medico e infermieristico relativamente alle necessità collegate all’emergenza.

OdG Sospensione piani di rientro

  La Camera,

   premesso che:

    l’articolo 18 del provvedimento all’esame dispone un incremento di 1.410 milioni di euro del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard sia in relazione agli interventi previsti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale di cui al Titolo in esame (750 milioni), sia in relazione agli interventi di contrasto alla emergenza COVID-19 previsti dalle corrispondenti misure del decreto-legge 14/ 2020 (660 milioni), ora assorbite dal decreto in esame;

    il citato articolo 18 precisa altresì che ciascuna regione è tenuta a redigere un apposito Programma operativo per la gestione dell’emergenza COVID-19 da approvarsi da parte del Ministero della salute di concerto con il Ministero dell’economia, e delle finanze e da monitorarsi da parte dei predetti Ministeri congiuntamente;

    già in data 27 febbraio 2020 sono stati emanati i decreti del Capo del Dipartimento della Protezione Civile con i quali si individuano, per tutte le Regioni (comprese le regioni commissariate, Calabria e Molise), i Presidenti delle regioni soggetti attuatori delle misure correlate all’emergenza, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020;

    è evidente che, per talune regioni, l’emergenza sanitaria da COVID-19 si è sovrapposta alla straordinarietà della gestione correlata ai disavanzi dei piani sanitari; i Piani di Rientro (PdR) sono finalizzati a verificare la qualità delle prestazioni sanitarie ed a raggiungere il riequilibrio dei conti dei servizi sanitari regionali. Attualmente, le regioni in PdR sono sette (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise Puglia e Sicilia) e due delle quali sono commissariate (Calabria e Molise);

    nelle regioni commissariate, in particolare, si rilevano gravi vuoti di potere e conflitti di competenza nella gestione della emergenza sanitaria, tanto che il Commissario straordinario per la sanità calabrese, Gen. Dott. Saverio Cotticelli, ha pubblicamente affermato di non avere prodotto alcun decreto commissariale relativo al contrasto all’emergenza COVID-19 in quanto ritiene tale incombenza propria del soggetto attuatore succitato;

    i vincoli imposti dal piano di rientro non consentono la realizzazione di rapide misure di contrasto fondamentali per gestire l’emergenza tra le quali, in via prioritaria, l’urgente reclutamento di personale sanitario o un’efficace attività di prevenzione sul territorio, percorsi di telemedicina attraverso la rete dei MMG (medici di medicina generale) ed i pediatri di libera scelta, nonché l’assistenza domiciliare;

    appare dunque necessario, quanto meno per tutta la durata dell’emergenza COVID-19, rimuovere ogni vincolo o parametro restrittivo che non consenta azioni di contrasto alla COVID-19, sospendendo i piani di rientro dal defict sanitario e il commissariamento nelle regioni interessate, soprattutto al fine di consentire agli organi preposti di procedere alle assunzioni straordinarie di personale medico e infermieristico sulla base del fabbisogno rilevato dalle aziende del Servizio Sanitario Regionale, relativamente alle necessità collegate all’emergenza COVID-19,

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di intervenire per sospendere i piani di rientro delle regioni interessate, consentendo, in modo paritario, a tutte le regioni di agire come soggetti attuatori dell’emergenza COVID-19.

9/2463/148. Nesci, Lorefice, Bologna, Nappi, Sportiello, D’Arrando, Ianaro, Menga, Lapia, Provenza, Massimo Enrico Baroni, Mammì, Sarli.

Deputata Dalila Nesci

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