SCANDALO UMBRIA: ABBIAMO GIÀ LA LEGGE PRONTA PER RIVOLUZIONARE LE NOMINE DELLA DIRIGENZA SANITARIA

Dopo il clamore mediatico degli scandali della sanità Umbra, siamo pronti a legiferare. Vi spiego cosa dice il mio testo di legge già depositato alla Camera dei deputati.
Risalgono a pochi giorni fa le rivelazioni che inchiodano la (ormai) ex Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’ex Direttore Generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca. Intercettazioni vergognose, che rivelano quanto marcio si nasconda sotto la superficie patinata della vecchia politica italiana, quella del nepotismo e dei favoritismi clientelari.
Una nuova crepa nel cuore dell’Amministrazione PD del Paese, che conferma la necessità di un cambio di passo coraggioso e radicale verso una rinnovata gestione politica della cosa pubblica, a livello locale quanto nazionale.
Una ferita ancor più dolorosa, dato che, a farne le spese, è la salute dei cittadini.
Come ha affermato la Ministra Giulia Grillo a seguito della notizia, è inaccettabile che il sistema sanitario italiano risponda a logiche politiche di potere e prevaricazione.
Per il MoVimento 5 Stelle, questo concetto è chiaro da un bel po’: già durante la scorsa Legislatura, abbiamo lottato per recidere il legame nefasto tra politica e sanità. Un intreccio pericoloso che ha già posto molti ostacoli ai cittadini nell’accesso alle cure.
Anche in questa Legislatura, il nostro impegno ha dato i primi frutti concreti: ad ottobre 2018, abbiamo presentato una Proposta di Legge alla Camera, a mia prima firma, che obbligherà le Regioni a fare scelte trasparenti, senza alcuna discrezionalità.
Con questa legge, di fatto, facciamo diventare l’elenco nazionale dei direttori generali una “graduatoria” dalla quale far attingere le Regioni.
Finalmente le Regioni, che vorranno fare nomine apicali in sanità, dovranno scegliere solo per titoli colui che si trova più in alto nella “graduatoria” dell’elenco nazionale e che ha manifestato disponibilità per quel dato incarico.
Si azzera la discrezionalità, dunque, sia del Presidente di Regione, che del direttore generale nella nomina dei direttori sanitari e amministrativi.
Prevediamo la sospensione degli incarichi dirigenziali in sanità per condanna -anche non definitiva- per danno erariale da parte della corte dei conti, in relazione a condotte dolose.
In più, si prevede che chi è decaduto dall’incarico per gravi e comprovati motivi (es. aver generato un grave disavanzo finanziario o aver violato apertamente le norme di legge o di regolamento o del principio di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione), NON potrà più essere inserito nell’elenco.
Alla luce della gravità dei fatti avvenuti e della disponibilità del Governo ad agire, speriamo che tutto il Parlamento, unito, legiferi presto sull’argomento.
Fuori la politica clientelare dalla sanità!

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