Scavi di Sibari nella melma e la Regione se ne fotte

Un'immagine dell'allagamento dell'area archeologica di Sibari (Cosenza). Foto dei Vigili del Fuoco.

Un’immagine dell’allagamento dell’area archeologica di Sibari (Cosenza). Foto dei Vigili del Fuoco.

L’area archeologica di Sibari è totalmente sommersa. In piena campagna elettorale il problema è sottovalutato, se non taciuto, ai vari livelli istituzionali. La cultura, la storia e la memoria, che con l’ambiente sono la ricchezza della Calabria, non interessano i tanti La Qualunque nei palazzi del potere. Il Movimento Cinque Stelle sa dialogare con i territori e propone un altro modello di sviluppo, radicalmente opposto al fumoso progetto di Mario Monti, Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi, che ci faranno sommergere dalle imposizioni dell’Europa, dall’inquinamento e dall’ignoranza.

di Dalila NESCI

«È mancato e manca un piano di interventi coordinato, programmato e attuato». La denuncia, netta, si riferisce all’esondazione del Crati, che ha allagato gli scavi archeologici di Sibari (Cosenza). La firma Matteo Cosenza, direttore del Quotidiano della Calabria, nell’editoriale di stamani.

Nonostante le numerose diffide delle Province e il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente in tempi non sospetti, la Regione di Scopelliti non ha mai risposto: nella Piana di Sibari il Crati resta un pericolo. Con la recente ondata di maltempo, il fiume ha lasciato un  segno incancellabile in uno dei siti archeologici più importanti del Paese; tra silenzi, scaricabarile e assurda indifferenza.

Il caso ricorda l’inerzia e le responsabilità del crollo della Domus dei gladiatori a Pompei. Nella debolezza del governo, impegnato a proteggere il presidente Berlusconi dai processi, allora seguirono ulteriori, gravi cedimenti. Furono la prova provata dell’odio viscerale dei governanti per i beni culturali dell’Italia. Un odio talmente profondo che non li fece vergognare davanti alle cronache dei giornali di mezzo mondo, che raccontarono lo scempio e l’indecenza dei responsabili politici.

Sulla vicenda di Sibari, Cosenza scrive oggi: «I mezzi della protezione civile, per esempio, prelevano dal “lago” l’acqua che sversano nei canali del Consorzio di bonifica attraverso tubi di diametro inadeguato: con il cucchiaino non si svuota l’oceano».

L’area archeologica di Sibari è totalmente sommersa. Tuttavia, in piena campagna elettorale il problema è sottovalutato, se non taciuto, ai vari livelli istituzionali. A riguardo, Cosenza commenta con durezza: «Alla vergogna dell’inondazione degli scavi si aggiungono ormai, in maniera scandalosa, l’inefficienza e la disorganizzazione degli interventi».

La cultura, la storia e la memoria, che con l’ambiente sono la ricchezza della Calabria, non interessano i tanti La Qualunque nei palazzi del potere. Costoro sono troppo impegnati, da Nord a Sud, a riconquistare il consenso perduto con tristi esempi di incapacità e insensibilità, con le abbuffate alle spalle dei cittadini e le dubbie frequentazioni per fabbricare voti: boss, luogotenenti ed emissari delle mafie.

Il Movimento Cinque Stelle sa dialogare con i territori e propone un altro modello di sviluppo, radicalmente opposto al fumoso progetto di Mario Monti, Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi, che ci faranno sommergere dalle imposizioni dell’Europa, dall’inquinamento e dall’ignoranza.

Il nostro programma

Noi partiamo dalla tutela dell’ambiente, dell’aria e dell’acqua, che vogliamo gratuita e fuori della gestione privata. Partiamo dalla mobilità sostenibile, dalla messa in sicurezza dei centri abitati, dei fiumi e di tutte le zone a rischio. Partiamo da un’istruzione vera e realmente pubblica, dal recupero della ricerca universitaria e dalla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale italiano. Soprattutto, vogliamo ridare voce e speranze al Sud, schiacciato dalla criminalità organizzata e dalla disorganizzazione della politica, che con la sua impreparazione produce ogni volta effetti criminali. A Sibari, sulle coste calabresi e nei tanti angoli di confine esclusi dall’informazione.

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