Scopellerio il bandolero revochi quegli incarichi “pacco”

Bandolero

 

Una lettera ironico-satirica da leggere tutta d’un fiato, alla Ennio Flaiano. Sono stata costretta a scriverla, data la mancanza di rispetto istituzionale che la Presidenza della Regione Calabria ha mostrato nei confronti della scrivente parlamentare, che su questioni serie e prioritarie d’interesse pubblico ha trasmesso puntuali richieste formali, senza mai ricevere alcun riscontro dagli Uffici di diretta collaborazione del Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio.

 

Preg.mo Dott. Franco Iacucci,

 

le scrivo perché riferisca all’Avv. Pignanelli, affinché questi ricordi al Presidente Mario Giuseppe Scopellerio che la guida di Fincalabra da parte di Luca Mannarino è un abuso che la giunta regionale in carica di centrosinistra ha ereditato dalla precedente di centrodestra, ma non ha mai alitato per rimuoverlo, cacciando invece l’indagato Pasqualino Ruberto da “Calabria etica”, col licenziamento di 264 lavoratori. Come dire, due pesi e due misure.

Il Dottor Mannarino risultava scartato dall’organo di valutazione, così leggemmo tutti. Di più: la sua nomina arrivò nella prorogatio dell’esecutivo regionale di prima, con tanto di diritto e giurisprudenza contrari alla carica al medesimo, salvo che egli non abbia santelli in paradiso cui il Governatore si rivolga per questioni cosentine venture.

Dott. Iacucci, ai calabresi sembra che Lei e l’Avv. Pignanelli non riusciate a parlare col Presidente Scopellerio, preso dai tanti impegni istituzionali fuori regione. Roma chiama, Bruxelles chiama e c’è da aspettarsi che chiami pure Washington, prima o poi.

Sappiamo benissimo, Dott. Iacucci, dei gravami del nostro Presidente, che al popolo in attesa sta esponendo disservizi, disavanzi e disfunzioni della Regione. Ci associamo a codesta opera meritoria del nostro Governatore, che quotidianamente aggiunge al racconto amaro della Calabria nuovi pezzi; un giorno scovando altri debiti e quello seguente pure. Siamo certi, Dott. Iacucci, che il Presidente sta cercando in tutti gli uffici e depositi della Regione, di modo da trovare anche «il ragionier Patò» nascosto in una cantina sotto la Presidenza a Palazzo Alemanni.

Tra gli incontri oltre il Pollino e il setaccio degli “armadi” regionali, il nostro Presidente è irreperibile. Gli manca il tempo di leggere le lettere, le richieste, l’attualità nel suo scorrere. Gli manca il tempo di rispondere al telefono, che gli squilla a vuoto con la melodia di “Fuori dal tunnel”, di Caparezza.

Purtuttavia, Dott. Iacucci, Lei e l’Avvocato Pignanelli siete messaggeri importanti, per cui Le chiedo di riportare al medesimo perché rappresenti all’Onorevole Oliverio il fatto che da 5 mesi è stato eletto Governatore della Regione, non già Capo dell’opposizione, la quale appare scomposta e friabile, sorda e muta, quando dovrebbe essere di ferro.

Ancora, non ci è pervenuta notizia di recupero della montagna di soldi per gli incarichi strapagati che l’Ispettore Gaetano Mosella, della Ragioneria dello Stato, ha rilevato in Regione. Parliamo di oltre 15 milioni di euro; dati, direbbe Carlo Emilio Gadda, «cinobalanicamente», fuori delle regole, a soggetti politicamente vicini ai big di centrodestra e centrosinistra. Poiché la gente è tartassata e non è bello vedere che altri si arricchiscano alle spalle del popolo, dica all’Avvocato Pignanelli di riferire al Presidente Scopellerio di avviare il recupero di quelle somme, se non l’avesse fatto, che potrebbero essere utilizzate anche per mantenere a Vibo Valentia, spogliata per intero, la sede di Fincalabra, evitando che con la chiusura imminente della Camera di Commercio si perda pure questo servizio per il territorio.

Per ultimo, Dott. Iacucci, dica all’Avvocato Pignanelli di ricordare al Presidente Scopellerio che sulla crisi occupazionale ed economica nel Vibonese, la più grave di tutta la Calabria, ho chiesto da mesi un tavolo assieme alle forze politiche e sindacali, anche per ragionare su un impiego mirato e concreto dei fondi europei. Non ho ricevuto alcuna risposta, così come non ho avuto cenno rispetto alle richieste di verificare le procedure dei quattro nuovi ospedali e alle richieste di revocare la nomina illegittima di Santo Gioffrè all’Asp di Reggio Calabria. Nessun seguito anche innanzi ai miei richiami alla “faccia” riguardo alla nomina di Antonio Belcastro  Topinorum, vedasi La cura, in Report (Rai Tre) del 26 aprile 2009 – a commissario dell’Aou “Mater Domini” di Catanzaro, che denota perfetta continuità della giunta in carica col vecchio sistema.

Attendo fiduciosa un riscontro a questa mia. Parafrasando Roberto Vecchioni, interpreterò un ennesimo mutismo come prova che il nostro pur ottimo Governatore è ormai un «bandolero stanco», che «su un cavallo bianco, col suo tormento lontano va, dov’è silenzio, dov’è silenzio, dove…».

RingraziandoLa, porgo i migliori saluti.

 

Roma, 22 aprile 2015

Dalila Nesci

Deputato, M5S

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