Se il dg è “depresso”, vada via subito

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I soldi fanno venire la vista ai ciechi e anche ai depressi, soprattutto se sono un sacco. Lo dico con riferimento alla vicenda del dg dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, che poco prima della nomina al vertice, nel novembre 2015, vinse da dipendente una causa di servizio per depressione e poi da rappresentante legale dell’azienda non impugnò la relativa sentenza.

di Dalila NESCI

Adesso Mauro, colto nel sacco, deve andarsene dalla direzione generale, possibilmente da domattina. È evidente che non può restare un solo minuto in più, dopo questa storia, la quale conferma che il governatore Oliverio non ne azzecca una e non riesce mai a sapere nulla riguardo alla macchina amministrativa, talmente è impegnato a raccontarsi favole e a sentire le nenie dei suoi collaboratori di sempre.

Quasi tutte le nomine dirette o indirette di Oliverio sono state un fallimento totale. Bisognerebbe accendergli un faro da stadio e regalargli uno schemino grafico, da Gioffrè a Carpentieri, da Piraino a Mauro, da Belcastro a Pallaria, perché il governatore non vede neppure l’evidente né sente con le cannonate.

In quanto a Mauro, si tratta, peraltro, dello stesso direttore generale che qualche giorno fa ignorava che l’ospedale di San Giovanni in Fiore necessita di un sacco di cose, ma rimediava con una consulenza un sacco costosa, un sacco inutile inutile e un sacco imbarazzante.

Ci auguriamo che da qui in avanti Oliverio eviti tutto il sacco di figuracce che finora ha confezionato sulla gestione della sanità e degli uffici in generale. Naturalmente lo diciamo per il bene dei calabresi, che comunque non si fanno mettere nel sacco.

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