SE IL SUD RIPARTE? UNA RIVOLUZIONE INDISPENSABILE

Al Sud più poveri: lo certifica l’Istat. Che novità! Questi ultimi dati, non mi stupiscono: purtroppo il Pil pro capite nel Mezzogiorno è inferiore del 45% rispetto al Centro-Nord. In particolare, nel 2017 la differenza maggiore di reddito disponibile è quella che si rileva tra Bolzano e la Calabria. Non tutto il Sud ha scelto di essere povero, perché non è un intero popolo ad aver scelto la presenza della ‘ndrangheta che vuole, ad esempio, la Calabria quasi desertificata dove gli interessi sono grossi solo per pochi e per alcuni prestanomi che in realtà non posseggono nulla. Non tutto il Sud ha scelto di essere povero, perché la gran parte della popolazione del Sud, benché sfruttato e spesso ridotto a mero serbatoio di voti, ha scelto di restare e creare valore, rischiando di esser definito pazzo soltanto perché si accolla i rischi ambientali che ad alcune latitudini per te rappresentano “solo” le tue origini. Con la #ManovraDelPopolo c’è il primo passo di un Governo che decide di far avanzare il Sud dalle retrovie, cui il sistema economico neoliberista -ed una classe politica miope e connivente- non ha lasciato chance.

Quando abbiamo dato vita a questo Governo, è stato deciso di creare un apposito Ministero per il Sud. Questa decisione nasce dal bisogno di dotare il nostro Sud delle risorse finanziarie di cui necessita, in particolare per quanto riguarda l’occupazione giovanile.

Nella #ManovraDelPopolo è stata inserita la misura “Resto al Sud”, che prevede finanziamenti a fondo perduto e a tasso zero per i giovani sotto i 35 anni che intendono aprire un’impresa.  Un’occasione per permettere, ai figli del Sud, di non essere costretti ad emigrare in cerca di migliori opportunità lavorative, ma di poter portare sviluppo e innovazione nei rispettivi luoghi di origine. E’ un dovere dotare i nostri giovani degli strumenti adatti alla loro crescita, tanto personale quanto professionale, in ogni parte d’Italia. Il reddito di cittadinanza e la riforma dei centri per l’impiego, inoltre, rivoluzioneranno finalmente anche la ricerca e l’offerta di lavoro.

Ancora, è stata inserita nella Manovra del Popolo una clausola fondamentale del Decreto Mezzogiorno, quella per cui al Sud spetta il 34% dei fondi statali, da impiegare in investimenti che ne tutelino l’occupazione, l’ambiente e la vivibilità. Perchè 34%? Perché il 34,4% della popolazione italiana vive al Sud. L’obiettivo è quello di colmare le carenze infrastrutturali presenti nelle regioni meridionali, con la fondamentale  compartecipazione di Anas ed Rfi. Per accompagnare efficacemente questa crescita è necessario un cospicuo investimento infrastrutturale, che elimini definitivamente le barriere fisiche che ancora oggi impediscono il pieno raggiungimento degli obiettivi economici al Sud.

Ma che a punto siamo, vi chiederete ora? Attualmente, al Sud arriva il 28% dei finanziamenti statali. Il nostro Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ha perciò fortemente voluto questa norma e, come lei, auspico che tale clausola sia rispettata non perché il Mezzogiorno abbia di più, ma perché possa godere di ciò che semplicemente gli spetta.

Non possiamo permettere che dati come quelli dell’Istat peggiorino ulteriormente, perché significherebbe alimentare le disuguaglianze ed asimmetrie territoriali. Se vogliamo tornare ad essere influenti anche in Europa dobbiamo pensare come sistema Paese unito e fiero delle proprie diversità e peculiarità. Non ho ruoli governativi, ma da guerriera del Sud proseguo a lavorare incessantemente per il diritto a vivere felici e con le opportunità che il nostro territorio di bellezza rara merita.

 

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