Sequestrata Villa Aurora, solo noi ci eravamo mossi

Sulla Clinica reggina “Villa Aurora”, ora sequestrata, mesi fa avevo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, alla luce di precisi elementi forniti dalla stampa. Da ultimoavevo chiesto, in proposito, l’intervento del silente governatore della Calabria, Mario Oliverio, e la convocazione di un tavolo prefettizio per affrontare i gravi problemi del caso. Mi ero occupata del declino della clinica, finanziata con soldi pubblici, preoccupata per le inevitabili ripercussioni sull’assistenza sanitaria all’utenza e per le conseguenze economiche nei confronti dei dipendenti, che ad oggi non ricevono lo stipendio e rischiano di finire per strada. Non potevo accettare che la struttura non funzionasse più, pur ricevendo risorse della comunità.

È di ieri la notizia che, su ordine della procura della Repubblica, il 95% del capitale sociale della clinica è stato sottoposto a sequestro preventivo alla luce di gravi indizi di colpevolezza per false comunicazioni sociali, truffa aggravata e appropriazione indebita emersi a carico degli attuali e degli ex titolari e amministratori. Secondo indiscrezioni, tutti quanti sarebbero stati destinatari di un avviso di garanzia. Anche l’immobile di proprietà della clinica, del valore stimato di 8,9 milioni di euro, è finito sotto sequestro. Misure d’urgenza che si sono rese necessarie perché, ha riportato il “Corriere della Calabria”, sembra che «alla base dell’acquisizione del pacchetto azionario della società vi sia stata l’esclusiva finalità» di depauperarne il patrimonio.

A riguardo faccio una semplice riflessione: Oliverio è rimasto immobile come sempre. E come lui non si è mossa l’Asp di Reggio Calabria né la struttura commissariale per il rientro dal disavanzo sanitario. Né il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che probabilmente aspetta un posto al sole a Montecitorio, ha battuto i pugni a difesa dell’assistenza sanitaria che garantiva “Villa Aurora” e del personale costretto a subirne le vicende societarie.

È stato necessario l’intervento di magistratura e forze dell’ordine, nel silenzio permanente di una politica distratta, lontana e indifferente. Mi auguro, allora, che si faccia presto luce su tutti gli aspetti di questa storia, la cui evoluzione è stata raccontata da un pezzo dell’informazione calabrese.

Da parte mia continuerà l’impegno concreto a tutela del diritto alla salute e a tutela dei lavoratori, che non possono pagare per scelte altrui.

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>