Sequestro del porto di San Lucido, il sindaco dia immediate spiegazioni

roberto_pizzuti

 

Giustificazioni imbarazzate e senza argomenti. Non ci sono altre parole per definire l’uscita pubblica del sindaco di San Lucido (Cosenza), Roberto Pizzuti, dopo il sequestro del porto locale da parte della procura di Paola (Cosenza).

 

di Dalila NESCI

 

Dal sindaco Pizzuti ci aspettavamo, insieme agli attivisti, che riferisse con dovizia quali autorizzazioni avesse il porto, le modalità di spesa dei finanziamenti pubblici ricevuti, pari a circa un milione e mezzo di euro, e se è vero o no che manca la concessione del demanio.

Invece le parole del sindaco sono talmente generiche e vaghe da alimentare eventuali diffidenze nell’opinione pubblica. Non è consentito speculare sul bisogno di lavoro dei pescatori, che ogni volta vengono tirati in ballo per coprire errori e responsabilità della politica, cui, se fossero confermate le ipotesi accusatorie, evidentemente non stava a cuore la sorte della categoria.

Nessuno costruirebbe la propria casa senza il rispetto delle regole, per vedersela poi sequestrata per motivi conoscibili sin dal principio. La vicenda del porto di San Lucido somiglia a quella del porto di Amantea e, fino a prova del contrario, racconta di una classe politica improvvisata, che amministra il bene pubblico senza contezza del mandato popolare.

Il sindaco deve risposte precise alla città di San Lucido, possibilmente entro la settimana in corso. Daremo battaglia, se restasse in silenzio.

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