Sforare il 3% si può

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Roma, Camera dei Deputati, 26 marzo 2014.  Ieri sono intervenuta interviene in materia di Meccanismo europeo di stabilità, fiscal compact, pareggio di bilancio in Costituzione e politiche dell’austerità. Dopo una cronistoria sulla nascita del parametro diabolico del 3% riguardo al rapporto fra deficit e prodotto interno lordo, ho mostrato che è possibile sforare questa percentuale. Germania e Francia l’hanno già fatto. Adesso tocca a Renzi scegliere.

 

Il testo dell’intervento del 26 marzo 2014

Oggi parliamo di una regola scellerata che l’Europa ci ha imposto e che i vari governi italiani da Monti a Letta hanno sottoscritto e avallato senza fiatare. È la famigerata “regola del 3%”: (PAUSA) il rapporto tra il deficit e il prodotto interno lordo di uno Stato, non può superare il 3%, altrimenti si aprirebbe, nei confronti dell’Italia, una procedura di infrazione, per inadempimento ad una norma del trattato che istituisce l’Unione Europea. La soglia del 3% è stata elaborata negli anni 80′ da uno sconosciuto funzionario francese del governo di Francois Mitterand. Successivamente questa regola venne scelta come criterio per l’accesso all’Unione Monetaria Europea; poi attraverso un protocollo entrò a far parte del Trattato di Maastricht del 1992; nel 1997 è rientrata nel Patto di Stabilità ed inasprita più tardi dal fiscal compact, tradotta nel pareggio di bilancio inserito in Costituzione nel 2012 ed in vigore da quest’anno. Da oltre vent’anni, il limite del 3% è un vincolo oramai strutturale nelle scelte pubbliche. I media ci hanno riportato tante volte che «dobbiamo rispettare gli impegni», che “non possiamo sforare il tetto del 3% ”, altrimenti saranno guai. Oramai nei burocrati è imperante l’idea che, se non viene rispettato dagli Stati il vincolo del 3%, l’Unione Europea sia destinata a frantumarsi, arriveranno catastrofi, minacce di ogni specie. Dunque uno spettro si aggira per l’Europa! Questo dicono i media, questo dicono i politici. Ma la verità è che le conseguenze che i cittadini dovrebbero subire -se fossero costretti a rispettare questo vincolo-, sarebbero ben peggiori: aumento delle tasse e zero servizi. Se andiamo a vedere la legge, essa dice tutt’altra cosa. La legge 243 del 2012, emanata in seguito agli impegni presi col fiscal compact, prevede che «scostamenti temporanei del saldo strutturale dall’obiettivo programmatico – cioè scostamento dai limiti europeisono consentiti in caso di eventi eccezionali, quali ad esempio periodi di grave recessione economica o gravi crisi finanziarie»; il che è proprio ciò che stiamo vivendo. Per chi volesse controllare, mi riferisco ai commi 1 e 2 dell’art. 6 della legge 243/2012, che -ripeto-, dicono: “scostamenti dai limiti europei sono consentiti in caso di eventi eccezionali; quali, per esempio, periodi di grave recessione economica o gravi crisi finanziarie”. Attenzione, poi, perché nel successivo comma 3 si spiega anche come agire, cioè che cosa il governo deve fare nel caso ritenga indispensabile discostarsi temporaneamente dai limiti imposti dall’Europa. Questo dice la legge! Perciò invito i cittadini a non credere ciecamente alle informazioni diffuse per generare in loro terrore e disperazione. È fondamentale, invece, controllare e noi lo abbiamo fatto. Ad ulteriore dimostrazione che sforare i limiti europei è possibile, ricordo  che altri Stati l’hanno già fatto. Ad esempio nel 2003 il Commissario UE Sòlbes avanzò una proposta, appoggiata da Austria, Finlandia, Olanda e Spagna ovvero quella di applicare sanzioni a carico di Germania e Francia per deficit eccessivo. Il Ministro delle Finanze tedesco Eichel, insieme al collega francese Mer, sottoscrissero una “dichiarazione d’intenti non vincolante” per cui i due Paesi si impegnarono per i successivi due anni secondo le loro forze, condizionando il rientro nel parametro ad una crescita sufficiente del Pil. Il Consiglio dell’UE che si occupa di economia e finanza, Ecofin, sospese la procedura di applicazione di sanzioni a carico di Germania e Francia. DUNQUE, Se l’hanno già fatto Germania e Francia, evidentemente lo possiamo fare anche noi. I governi italiani, invece, non ci hanno neanche provato: non hanno mai chiesto lo sforamento. Ecco perché oggi siamo qui, davanti al governo, a chiedere:

è o non è questo periodo un periodo di grave recessione economica o grave crisi finanziaria?

È o non è necessario spendere soldi per investimenti?

È o non è il capo di questo governo che poche settimane fa ha detto che il 3% si può sforare?

È o non è il caso che smettiate di dare soldi alle banche, alle lobby, agli amici degli amici?

Dovranno suicidarsi altri imprenditori, perché vi rendiate conto che è ora di dare soldi ai cittadini, piuttosto che ai truffatori autorizzati di banche e quartierini?

Per quanto ancora andrete avanti facendo finta di niente?

Vi stiamo dando una possibilità: sforiamo il 3%, aiutiamo le famiglie e le imprese. Ora, è da fare adesso.

Adesso, signor Renzi.

Non ci saranno altri appelli, non ci saranno scuse.

Il dramma di milioni di italiani attende risposte, non il vuoto di un governo senza idee e senza coraggio.

Andiamo #oltre questo vincolo assurdo e diamo sostegno ai cittadini e alle imprese.

 

 

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