Sul futuro della prefettura di Vibo il governo è ambiguo. Il prezzo più alto lo pagheranno i cittadini

prefettura vibo

 

Riguardo alla ventilata soppressione della Prefettura di Vibo Valentia, il governo di Matteo Renzi è del tutto latitante e sordo rispetto alle necessità del territorio calabrese. Sono state fornite fornito risposte molto vaghe dopo la mia interpellanza al ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

 

di Dalila NESCI

 

Purtroppoo nessuno dal Governo ha il coraggio di dire che la causa del problema è che per via del fiscal compact, che vuole ridotto al 60% il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo nei prossimi 20 anni, il governo taglierà ogni servizio senza badare alle conseguenze, letteralmente tragiche.

Inoltre è in corso una riforma, la Boschi-Renzi, che riduce la Costituzione a carta straccia, sulla quale c’è un silenzio infinito di giuristi e commentatori, a conferma che l’attuale presidente del Consiglio è la figura di raccordo dei poteri che contano, cioè le grandi banche.

La provincia di Vibo Valentia ha perduto posti di lavoro e speranze, dilaniata da una crisi creata a tavolino. Il tagli di prefetture e questure saranno presentati come razionalizzazione, indipendentemente dalle specifiche necessità territoriali. Nel contesto si aggiunge l’insistenza ossessiva sul fenomeno terroristico, volutamente amplificato dai media nazionali. Il clima di paura che si sta creando serve a distrarre le masse dall’opera di disintegrazione della Repubblica che la maggioranza di governo va ultimando su ordine dei privati che stampano il denaro e lo prestano allo Stato.

In questo processo di smembramento del sistema democratico il prezzo più alto lo pagheranno i territori più deboli e più colpiti dall’organizzazione criminale. Per certo, Vibo Valentia subirà i danni maggiori, anche per via dell’indifferenza o doppiezza degli esponenti locali del Partito democratico, a cominciare dal segretario regionale Ernesto Magorno.

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