Processo Congiusta, il governo intervenga immediatamente

congiusta

 

 

Oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare sul caso Congiusta. Gianluca era un ragazzo sano, che è stato ucciso dalla ‘ndrangheta perchè si era opposto, aveva scoperto qualcosa che non doveva scoprire. Ed ora, a distanza, di nove anni, il suo omicidio rischia di restare senza colpevoli per un incredibile e vergognoso vuoto normativo.

 

di Dalila NESCI

 

Le istituzioni devono combattere le mafie con misure concrete ed efficaci intervenendo con urgenza laddove ci siano vuoti legislativi“. È questo, in sintesi, l’appello che ho lanciato oggi a proposito del processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta per il quale la Cassazione ha disposto il rinvio in Corte d’Appello della condanna per omicidio del boss Tommaso Costa.

Sulla vicenda, infatti, ho presentato un’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia chiedendo “quali azioni intendano promuovere con urgenza per una modifica della normativa di modo che si possa utilizzare anche la corrispondenza epistolare come documento probatorio in seduta processuale“.

Il caso era esploso dopo la clamorosa protesta di Mario Congiusta, padre di Gianluca, che aveva deciso di restituire la propria tessera elettorale e quella dei familiari. Il Movimento Cinque Stelle è vicino a Congiusta. Percorreremo tutte le strade parlamentari affinché sia fatta giustizia e per la modifica della normativa. Perchè lo Stato non può far finta di nulla, nè può continuare ad assicurare una clamorosa scappatoia ai boss. Su questo bisogna essere chiari e prendere seri e immediati provvedimenti.

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