Sul tetto della Camera per difendere l’articolo 138 (VIDEO)

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Faccio fatica a scrivere con un tablet. Sono sul tetto della Camera, la notte è trascorsa bene. Da qui si vede tutta Roma, nella sua grandezza storica e nella miseria del potere. Ieri sono salita con altri 11 deputati Cinque Stelle. In Aula ieri si è votato in fretta e furia il disegno di legge costituzionale che vuole derogare all’articolo 138 della Costituzione e che intende stravolgerla ad uso, abuso e consumo della maggioranza.

Se non fossimo venuti quassù, probabilmente non avremmo avuto spazi di denuncia. L’obiettivo di Pd, Pdl e centristi è rafforzare il governo a spese del parlamento e traghettare verso il semipresidenzialismo. Nella Costituzione è scritto che le leggi le fanno deputati e senatori, ma in pratica l’esecutivo decide tutto, a colpi di decreti. Il disegno è chiaro: le lobby italiane, che non rappresentano il popolo, vogliono sovvertire l’assetto dello Stato. Per raggiungere l’obiettivo, i nominati in parlamento voteranno in blocco la trasformazione dell’articolo 138 e poi faranno riscrivere la Costituzione ad un ristretto Comitato di deputati senatori (soltanto 40 e due Presidenti di Pd e Pdl) che avrà direttive precise sulle riforme da parte di un altro Comitato, quello dei Saggi, persone non elette dal popolo. Assurdo.

Noi siamo convinti che modifiche alla Costituzione saranno necessarie, ma rispettando le linee invalicabili tracciate dai padri costituenti all’art.138 e avvicinando i cittadini alla partecipazione e quindi alla comprensione.

Noi ad esempio vogliamo inserire in Costituzione il referendum propositivo senza quorum e l’obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare.  Così, ciascuno di noi conterà e potrà esprimersi sul proprio futuro. Democrazia significa governo del popolo, ed è esattamente questo il senso della nostra azione in parlamento e del nostro impegno politico. Per la democrazia siamo venuti in cima al palazzo. Ma non è certo questo il momento di procedere in questo senso visto il malessere che sta vivendo il Paese, servono riforme strutturali e vere per una vita più dignitosa. Per noi è impensabile che la macchina del Parlamento, con tutti i costi che ne conseguono, sia messa in moto per truffare i cittadini, le persone comuni che come noi lottano contro le censure dei partiti e per il bene comune.

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