Sull’inibizione dell’Anticorruzione, Oliverio si comporta “alla Ignazio Marino”

oliverio marino

 

Il governatore della ‎Calabria, Mario Oliverio, non sa come uscire dalla vergogna dell’inibizione dell’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), frutto delle segnalazioni ‪M5S. Allora inventa scuse alla ‎Ignazio Marino, magari sognando di superarlo.

 

di Dalila NESCI

 

Mario Oliverio non può nascondere le proprie responsabilità politiche per la nomina illegittima di Santo Gioffrè al vertice dell’Asp reggina. Adesso il presidente della Regione Calabria cerca di vendere fumo per salvare la faccia; sia col ricorso al Tar, sia scaricando sul dipartimento Tutela della Salute. Devo allora ricordargli che il vertice dello stesso dipartimento l’ha nominato proprio lui, non il ragionier ‪‎Patò.

Devo anche ricordargli che il ‪‎14 luglio scorso, accompagnato da una mia lettera, gli mandai il parere del nostro legale, avvocato Domenico Monteleone, riguardo all’inconferibilità dell’incarico a ‪Gioffrè.

Devo ricordargli che inviai quella stessa nota e tutti i suoi documenti anche all’Autorità nazionale anticorruzione, al commissario Massimo Scura e al dg del dipartimento, Riccardo Fatarella. In risposta, da Scura ricevevo il parere di parte usato da Gioffrè per tenere l’incarico, da Fatarella una nota legittimante la nomina effettuata dalla giunta Oliverio.

Perciò, Oliverio era perfettamente ‎informato, sia da me che dal suo dipartimento. Se allora non ebbe alcun dubbio sulla quella nomina, oggi non può addossare al dipartimento colpe che sono sue. Per ultimo, ribadisco, il vertice del dipartimento è stato voluto, scelto e incaricato proprio da Oliverio.

 

A riprova di quanto detto, ecco tutti i documenti per chi volesse approfondire:

1) la mia lettera di trasmissione del parere dell’avvocato Monteleone;

2) il parere dell’avvocato Monteleone;

3) il parere di parte fornito dal dottor Gioffrè;

4) la risposta alla sottoscritta da parte del dg del dipartimento Tutela della Salute, prof. Fatarella;

5) la mia replica alla risposta del suddetto dg, prof. Fatarella.

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