Tg1 e Pd: la mia raffica di domande al direttore Montanari

Oggi in Vigilanza Rai abbiamo audito il direttore del Tg1, Andrea Montanari. Da contratto l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo deve raccontare i fatti ai cittadini, che la pagano con il canone, tra l’altro prelevato per direttissima dalla bolletta della corrente elettrica. Quindi essa deve essere veritiera, completa e caratterizzata dal più ampio ed equilibrato pluralismo. In proposito il Movimento 5stelle non ha mai tollerato vecchie logiche, la dipendenza della Rai dai partiti e l’utilizzo della tv pubblica per finalità di propaganda politica, diretta o indiretta. Non consentiamo a nessuno di servirsi di telegiornali e programmi del servizio pubblico per fabbricare consenso elettorale.

All’epoca della direzione di Mario Orfeo, in seguito nominato dg della Rai, il Tg1 sosteneva senza dubbio la linea del Pd. Oggi, come ho tuonato in Vigilanza, il Tg1 resta un giornale filogovernativo, ancora vicino al Pd. I servizi sugli scontri Pd-M5s sono ormai un classico del Tg1. L’ultima parola è sempre concessa, guarda caso, a una voce del Pd. Una volta può essere un caso, dieci no. L’attenzione dedicata alle vicende M5s è giusta, anche se a volte al limite dell’ossessione. Quella dedicata ai problemi del Pd e di Forza Italia è invece inesistente. Ciò è incontestabile.

I servizi su di noi sono spesso duri, il che ci giova. E duri dovrebbero essere anche quelli sugli altri, che invece si trasformano in elogio puntuale dei leader di palazzo. Bisogna porre un freno: nell’informazione del servizio radiotelevisivo pubblico non possono esserci disparità, trattamenti di favore o di sfavore, lusinghe alla maggioranza e strumentalizzazioni ai danni di chi, come il Movimento 5stelle, si oppone all’imperio del potere.

A Montanari ho dunque chiesto se abbia avuto pressioni dal Pd, dopo aver dato la notizia del rinvio a giudizio di 16 esponenti dello stesso partito per spese pazze nella Regione Lazio. Inoltre gli ho domandato come mai il Tg1 non abbia realizzato servizi sulla richiesta di rinvio a giudizio del sindaco di Milano, il Pd Giuseppe Sala, a differenza dell’analoga vicenda del sindaco di Roma, Virginia Raggi, su cui ha trasmesso più servizi.

Altre domande di rilievo hanno riguardato il tempo dedicato al Movimento 5stelle e al nostro candidato premier, Luigi Di Maio, in occasione del recente tour in Sicilia, nonché il ruolo che avranno Porta a Porta e il conduttore Bruno Vespa nella prossima campagna elettorale. A Montanari ho chiesto, tra l’altro, come saranno distribuiti gli spazi, in prima serata, tra Speciale Tg1 e Speciale Porta a Porta.

Qui il video integrale delle domande poste:

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