Tour sanità a Soveria Mannelli (Cz): Oliverio impugni la rete ospedaliera di Scura e Urbani

Nesci a Soveria Mannelli

 

Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, impugni il decreto sulla rete dell’assistenza ospedaliera prima che a giorni scadano i termini. È questo il messaggio che ho lanciato nella visita che ho effettuato oggi all’ospedale di Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro. Ed ecco perché, a riguardo, ho scritto una lettera indirizzata proprio a Mario Oliverio.

 

di Dalila NESCI

 

Continua il mio tour per gli ospedali calabresi. Oggi, accompagnata da Alessandro Sirianni, presidente del Comocal (Comitato ospedali di montagna calabresi) e da Antonello Maida, presidente del comitato pro-ospedale locale, ho visitato la struttura ospedaliera di Soveria Mannelli (Catanzaro).

È fondamentale salvaguardare questo presidio di sanità, che era un gioiellino e fermava l’emigrazione sanitaria, soprattutto per le cure ortopediche e i parti. A riguardo, anche per evitare la lenta chiusura degli altri ospedali montani di Serra San Bruno (Vv), Acri e San Giovanni in Fiore (Cs), ho scritto una lettera al governatore della Calabria, pure chiedendogli di pressare il commissario alla sanità, Massimo Scura, per rimodulare in favore delle popolazioni montane il decreto di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera; che peraltro, ho ricordato al governatore, gravemente non prevede nel Cosentino la riattivazione degli ospedali di Praia a Mare e Trebisacce.

 

 

Qui di seguito, vi riporto il testo integrale che stamattina ho trasmesso a Mario Oliverio:

 

Oggetto: lettera per modificazione od impugnazione DCA n. 9/2015 da parte del Governatore della Calabria.

Preg.mo Presidente,

Le ho già chiesto – per ora senza una Sua risposta – di impugnare il decreto in oggetto, nel quale il Commissario per l’attuazione del piano di rientro dal debito sanitario, Ing. Massimo Scura, ha in primo luogo ignorato due sentenze della magistratura amministrativa che imponevano la riapertura degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare, in provincia di Cosenza.

Nel citato provvedimento, la rete dell’assistenza è stata riorganizzata, emerge, sulla base di interessi politico-partitici, piuttosto che delle necessità dei calabresi, i quali non vedono tutelato il diritto alla salute.

In maniera chiara e diretta devo dirLe che è inutile, e soprattutto illusorio, che Lei giri per gli ospedali con il Commissario Scura, il quale in questo periodo elettorale rassicura l’opinione pubblica con la promessa di modificare un po’ per volta il DCA n. 9. Siamo seri e non raccontiamo favole, dato che per modificare il precedente decreto, il n. 18/2010, ci sono voluti cinque lunghi anni, con tutte le conseguenze del caso.

Il DCA n. 9 è dello scorso 2 aprile. Lei, Presidente, ne conosce la storia, perché, tra l’altro, in proposito non è stato coinvolto in tempo utile. Anzi, se non fosse stato per me – che dopo l’incontro avuto lo scorso 31 marzo con il Commissario ho annunciato tramite stampa l’imminente uscita della nuova rete dell’assistenza – Lei non avrebbe saputo nulla. Sa bene, poi, di essere stato ingannato, nel momento in cui – proprio lo scorso 2 aprile a Catanzaro – Le era stata promessa una revisione del decreto in argomento, che invece è stato lasciato tale e quale dal Commissario Scura e dal Subcommissario Andrea Urbani, che ne è il vero autore materiale.

Per ultimo, Le ricordo che nel relativo Programma operativo gli ospedali di Praia a Mare e Trebisacce risultano ancora case della salute. In quanto al destino degli ospedali di montagna, esso appare tristemente segnato, stando alle previsioni del DCA n. 9: si avvia una silenziosa chiusura di questi presìdi, mediante un temporaneo mantenimento che ne riduce l’efficacia.

Come sa, anche l’assegnazione dei posti letto è stata del tutto arbitraria, in Calabria, come avvenuto per la riapertura di Ginecologia-Ostetricia a Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), feudo elettorale dei senatori Ncd Nico D’Ascola e Giovanni Bilardi.

Per modificare i decreti commissariali occorre pochissimo tempo. L’esempio è costituito dal DCA n. 38/2015, col quale all’Azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro sono stati dati nuovi posti, rispetto al DCA n. 9. Perché le anomalie del DCA n. 9 non vengono risolte con altrettanta velocità?

Faccia pure, se Lei vuol continuare nell’immobilismo, accettando di pagare i consulenti che affiancheranno Kpmg per i conti dell’Asp di Reggio Calabria, subendo le strategiche perdite di tempo del trio Scura-Urbani-Rettore Quattrone circa il finanziamento regionale “a ufo” all’ospedale “Mater Domini” e tacendo sulle nomine illegittime dei vertici delle aziende sanitarie. Non dica, però, che non sapeva, che nessuno L’aveva informata.

La sollecito nuovamente, dunque, a premere per modificare subito il DCA n. 9 o ad impugnarlo, per una sanità efficace nelle zone disagiate e di montagna. Le ricordo che Lei è stato molto rapido a opporsi al ricorso della candidata presidente Wanda Ferro, relativo all’esclusione dal Consiglio regionale, così dimostrando la difesa delle ragioni del palazzo. Sia altrettanto lesto, allora, nel tutelare i cittadini calabresi. Non faccia scadere i termini: tuoni perché il Commissario Scura modifichi il DCA n. 9 o impugni il decreto entro i sessanta giorni previsti dalla legge.

 

In attesa di un Suo riscontro, Le porgo distinti saluti.

Tropea, 26 maggio 2015

Dalila Nesci

Deputato, M5S

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