Tsunami Grillo in Calabria: no Tav, sì a sicurezza territori

Tsunami Tour, Beppe Grillo a Catanzaro, 29 gennaio 2013.

Tsunami Tour, Beppe Grillo a Catanzaro, 29 gennaio 2013.

Catanzaro, piazza Prefettura, 29 gennaio 2013. Con Beppe Grillo tutti i candidati al parlamento del Movimento Cinque Stelle in Calabria. Folla straordinaria. Il M5S ha come obiettivo prioritario la messa in sicurezza del territorio nazionale. Noi non vogliamo le opere inutili: il Ponte sullo Stretto, il Tav e gli altri abbagli. Posto qui il mio contributo (VIDEO) all’incontro di oggi pomeriggio. Si prosegue a Reggio Calabria, in piazza Duomo alle 21.

di Dalila NESCI

A L’Aquila i morti furono 308. Li provocò un terremoto ampiamente annunciato. Condannati, secondo la giustizia gli esperti non vigilarono a modo. Eppure il governo Monti li difese: dopo la sentenza, ne respinse le dimissioni.

Il sisma dell’Abruzzo rivelò strutture inadeguate, fuori norma: ospedali, scuole, uffici pubblici. Le mura delle case caddero come di cartapesta. Distrutti o dilaniati i monumenti, le chiese, i palazzi del centro aquilano. La storia di un popolo si perse in pochi secondi, il 6 aprile 2009. La scossa fatale arrivò alle 3,32 della notte. Gli abitanti si rifugiarono nella disperazione e le famiglie si scomposero. Stando ai testimoni, i soccorsi giunsero in ritardo. Poi arrivò la Protezione civile, guidata da Guido Bertolaso, amico di Romano Prodi, Gianni Letta e Silvio Berlusconi. Da subito, egli dispose l’allontanamento della popolazione: e allora i campi, le tende, il freddo, la divisione dei parenti, la fine della vita comune.

L’Aquila si trasformò in una città spettrale, deserta, expo di una strage che tolse perfino le lacrime.

La Casa dello studente è ancora lì, con il suo scheletro da bomba atomica e le foto dei ragazzi con le facce belle, pulite. Nessuno disse loro la verità, e cioè che quel posto era insicuro, terribilmente insicuro. Quei giovani avrebbero dato voce e speranze al futuro, ma il sistema non lo consentì: il sistema del silenzio, delle complicità, dell’approssimazione e forse anche di un vecchio, orribile opportunismo.

VIDEO DEL MIO CONTRIBUTO SULLA MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI

Berlusconi si giocò la carta del cronoprogramma. La ricostruzione fasulla costò l’inverosimile, per le palazzine a Coppito (Aq) e negli altri distretti del suo piano.

Alla tv di Stato egli sorrise: si vantò per la rapidità dei lavori. La cronaca racconta di anomalie nelle opere e di strani subappalti, compresi appetiti criminali.

La concertazione fu abolita da un accentramento, da una delega in bianco a Bertolaso che comitati e attivisti abruzzesi respinsero ignorati dai media. Lo stesso accadde in Calabria, a Cavallerizzo (Cosenza), dimenticata dal mondo per non essere mai passata in tv, se non per qualche giorno. A Mormanno c’è ancora scompiglio, paura, abbandono, dopo le scosse, il freddo e la burocrazia. Noi crediamo che Maierato, in provincia di Vibo Valentia, non avrà risposte vere, dopo la frana del 15 febbraio 2010, che precipitò un paese, la sua storia, il suo avvenire. L’Italia è un’emergenza continua: la tragedia ferroviaria di Viareggio, l’alluvione a Messina e in Liguria, il terremoto in Emilia e Lombardia, le inondazioni in Toscana e nel Lazio. I danni e i morti si piangono a cose fatte; il parlamento e le altre istituzioni latitano.

Da una parte, mantenere i territori nel pericolo garantisce speculazioni, infiltrazioni e nuove porcherie. Dall’altra, le promesse dei partiti sono inattendibili: non hanno né progetti di sicurezza né la fermezza, la trasparenza, gli uomini per realizzarli.

Il Movimento Cinque Stelle ha come obiettivo prioritario la messa in sicurezza del territorio nazionale. Noi siamo contro le opere inutili: il Ponte sullo Stretto, il Tav e gli altri abbagli. Votate per noi, votate per voi: vinceremo l’indifferenza, il silenzio, la paura e le resistenze.

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