Tuttappostu anche stavolta. E dei morti chi se ne frega?

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I calabresi sappiano che nel dipartimento regionale per la tutela della salute si tengono riunioni che contrastano con le logiche naturali dei controlli, con gli atti e i fatti, peraltro indette dal dirigente generale, Riccardo Fatarella, assente ingiustificabile.

di Dalila NESCI

Ieri si sono riuniti i controllori pubblici della Cardiochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro, immobili da mesi sul possesso dei requisiti di legge dell’unità operativa. Se lì è sempre e per sempre tutto a posto, non si capisce perché Fatarella non abbia ancora recepito la remota deliberazione del dg dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri, il quale, nonostante le carenze che compaiono nel verbale della commissione aziendale di verifica, ha certificato che nella struttura ospedaliera non ci sono problemi, per cui la mancanza della terapia dedicata ai soli pazienti cardiochirurgici è un film dei parlamentari del Movimento 5 stelle, mossi da interessi inconfessabili, poteri occulti e ordini della Cia.
Alla riunione di ieri era presente senza motivo quell’Antonio Belcastro che il governatore regionale, Mario Oliverio, non vuol cacciare dalla direzione generale del policlinico universitario, malgrado abbia concorso a disavanzi di bilancio e per legge non possa più ricevere nomine dirigenziali.
Controllori e controllati felicemente insieme, allora, come in un consiglio comunale per inveire, come ha fatto Perri, contro il Movimento 5 stelle, che chiede ogni volta carte, conto e rispetto delle norme.
Stiamo parlando di una vicenda che nasce da morti per sepsi batterica, rispetto alla quale il fuggitivo Fatarella aveva riferito in commissione Vigilanza del Consiglio regionale sulla gravità dei riscontri e la correttezza delle corrispondenti procedure, revocate in violazione di legge dalla coppia Scura-Urbani.
Si chiuda dunque col perenne sigillo del tutto a posto, e con le scuse di Fatarella per la barzelletta raccontata alla Vigilanza del Consiglio regionale, una storia infinita che ha un solo colpevole, i parlamentari del Movimento 5 stelle, che al più presto procederanno a denunciarsi per procurato allarme.

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