Un investimento pubblico: ho restituito 108.131 euro

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Ho restituito 108.131 euro in meno poco più di tre anni. Ho girato la Calabria in lungo e largo, percorrendo in macchina oltre 100 mila chilometri. Ciononostante, ho più del 77% delle presenze alla Camera, a Roma, e 404 atti parlamentari come primo firmatario, tra atti di sindacato ispettivo, progetti di legge, mozioni ed emendamenti. I miei atti come co-firmatario sono, invece, 3.377. Oltre 1.400, computate a parte, le mie denunce e segnalazioni alle Procure, alla Corte dei conti, agli uffici amministrativi della Calabria, alle Prefetture e agli enti locali.

di Dalila NESCI

Mi sono occupata di credito e risparmio, di tutela dei correntisti contro le truffe, di lotta all’usura, di controlli sull’operato bancario, di scorrimento delle graduatorie per le assunzioni nel pubblico impiego, di costo del denaro, di sovranità monetaria e debito pubblico, di sanità (non solo calabrese) a 360 gradi, di assunzioni di medici, infermieri e operatori socio-sanitari per il rispetto della normativa europea sui turni e i riposi obbligatori, di legalità e di difesa dei diritti delle categorie più deboli: minori, vittime di mafia, invalidi, mutilati, ammalati, disoccupati e anziani.

Mi sono occupata di molto altro, inoltre, spendendomi per garantire mezzi e risorse alle forze dell’ordine, scuole resistenti ai terremoti, salubrità dell’ambiente e delle acque potabilizzate, la condivisione e partecipazione rispetto alle scelte pubbliche, l’aumento degli organici dei tribunali, il potenziamento della scorta di magistrati e persone in pericolo, il pluralismo e la libertà dell’informazione in Calabria e non solo, la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio, dei beni culturali e della memoria storica.

Ho visitato quasi tutti gli ospedali calabresi e, per ciascuno di essi, annotato tutte le carenze. Ho incontrato migliaia di sanitari e pazienti, ascoltandone bisogni, sfoghi e sofferenze. In ogni sede ho portato la loro voce, scrivendo, interrogando i ministri del governo e sollecitando interventi specifici dell’esecutivo e del Consiglio regionale della Calabria, sui cui provvedimenti ho esercitato una vigilanza quotidiana, evidenziando limiti e difetti e indicando ogni volta i rimedi.

Ho vigilato su nomine e incarichi abusivi, su consulenze d’oro e su finanziamenti e convenzioni illegittimi, investendo puntualmente la magistratura ordinaria e contabile.

Ho promosso una legge popolare per il riassetto istituzionale della sanità calabrese, per la quale stiamo ultimando la raccolta delle firme necessarie. Ho inoltre combattuto per la sicurezza delle nascite nelle strutture pubbliche e private della mia Calabria, per l’assistenza ai disabili e per fermare l’emigrazione sanitaria, la fuga dei giovani e la partenza definitiva di interi nuclei familiari dalla mia terra.

Come sanno i miei collaboratori e i volontari che mi hanno accompagnato (mio padre, mio fratello Diego, il dottor Gianluigi Scaffidi, Niko Cannatelli, Salvatore Audia, Giovanni Foglia e altri attivisti sempre disponibili), nei miei spostamenti ho mangiato panini o contorni di corsa, oppure ho addirittura saltato i pasti.

Penso che con me avete fatto un buon investimento, se pensate che i commissari per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario calabrese costano 400 mila euro all’anno ai cittadini e stanno negli uffici del dipartimento per un giorno o poco più, coi risultati che sappiamo e viviamo sulla nostra pelle.

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