Università di Messina, il rettore ascolti gli studenti

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Nelle università e, nello specifico, nel senato accademico è fondamentale la componente studentesca. Ecco perché io e Francesco D’Uva abbiamo chiesto al rettore Pietro Navarra e al governo dell’Università di Messina di considerare le ragioni degli studenti.

di Dalila NESCI

Ci auguriamo che, nella modifica dello statuto d’ateneo, il governo dell’Università di Messina consideri le ragioni degli studenti, che nella riforma in corso lamentano una forte riduzione della loro rappresentatività per le elezioni dei direttori di dipartimento e del rettore.

Questa è la posizione che oggi abbiamo preso io e Francesco D’Uva. La legge riconosce larga autonomia alle università pubbliche, ma è fondamentale che le scelte di organizzazione siano sempre fondate su princìpi democratici e sul riconoscimento di un ruolo importante agli studenti, che con le tasse consentono agli atenei di migliorare l’offerta e i livelli di formazione.

Soprattutto le università meridionali devono investire in senso ampio sugli studenti, coinvolgendoli e responsabilizzandoli ancora di più rispetto ai processi decisionali. Al Sud, luogo di bellezza e di drammi nazionali, le università hanno un peso maggiore sul futuro delle nuove generazioni, sullo sviluppo culturale, sociale, civile ed economico. I rettori, con i loro comportamenti e le loro iniziative, possono incidere in modo decisivo.

Ecco perché ci rivolgiamo in primo luogo al Rettore dell’Università di Messina, perché sappia dialogare con gli studenti a proposito delle modifiche dello statuto, in modo da trovare insieme a loro la soluzione migliore per il bene dell’ateneo e degli iscritti.

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