Urge chiarezza sul futuro degli ex lavoratori della Gam di Vibo

Presidio lavoratori davanti ai cancelli della "Gam Oli" a Rombiolo

 

La questione della Gam Oil di Rombiolo va affrontata in termini diversi da quelli usati finora. Occorre pensare, cioè, ai dipendenti, già messi in mobilità, per come si legge nella sentenza di fallimento depositata lo scorso 12 febbraio.

 

di Dalila NESCI

 

Bisogna parlare con chiarezza ai lavoratori. La verità è che la dirigenza aziendale non ha saputo salvaguardare l’impresa, non ha presentato un piano accettabile di riequilibrio né ha depositato il libro degli inventari, obbligatorio.

Questa situazione è di netta evidenza e non consente di ipotizzare percorsi di ritorno alla produzione della Gam, sia per la massa passiva dichiarata in sede di concordato preventivo, sia per la scarsezza di liquidità che per l’irrealizzabilità dei crediti verso Nuovo Pignone.

Pertanto il punto di partenza per aiutare i lavoratori deve essere l’assoluta sincerità nel dire come stanno le cose.

Se qualcuno vuole impiegarli nella costruzione dell’ospedale nuovo di Vibo Valentia, indichi da subito come raggiungere questo improbabile obiettivo.

Appare più serio che la Regione Calabria si attivi in tempi rapidi con i suoi tecnici, al fine di individuare soluzioni possibili, pure con l’uso di fondi europei, atte a risollevare il territorio vibonese dalla drammatica, continua perdita di posti di lavoro. In questo senso, un’attenta e condivisa programmazione regionale può agevolare nuova occupazione per gli ex dipendenti della Gam e delle aziende vibonesi nella morsa della crisi.

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