Via il Supercazzolaro dalla Regione

mancini

 

Oggi ho presentato due interrogazioni parlamentari molto forti: una sulla gestione dei fondi europei in Calabria, l’altra sul mancato recupero, da parte della Regione, di 33 milioni da imprese private. La giunta Stasi, erede di Scopelliti, infatti, sta nominando dirigenti al di fuori delle regole e sta favorendo una serie di amici, quando dovrebbe gestire soltanto l’ordinario.

 

di Dalila NESCI

Diciamolo chiaramente: la gestione dei fondi europei, per una regione come la Calabria, è quanto di più importante ci possa essere. Ecco perché è inaccettabile che la “banda Scopelliti”, a cominciare dall’assessore al Bilancio Giacomo Mancini, continui con supercazzole ad imbrogliare i cittadini per squallidi interessi di potere.

Ecco cos’è successo: l’assessore Mancini, con un verbale straccio, allegato a una delibera di giunta, privo di attività istruttoria e senza i presupposti che stanno alla base di qualsiasi atto, ha deciso di cambiare l’Autorità competente sugli ultimi fondi comunitari 2007-2013. Stiamo parlando di circa un miliardo di euro, essenziali per la nostra regione. Grazie alla mossa di Mancini, questi soldi li gestirà una figura più vicina all’assessore. In pratica, la competenza è passata dal direttore generale del Dipartimento Paolo Praticò a un dirigente di settore, Paola Rizzo, che, denuncia il blog L’Ora siamo noi, è «molto vicina a Piero Aiello e oggi entrata nelle “grazie” di Mancini e Pino Galati».

Ancora una volta, insomma, le “ragioni” (se così vogliamo chiamarle) e gli interessi di partito hanno la meglio sul bene pubblico. Ma all’assurdo non c’è mai fine. E allora, alle riserve scritte espresse da Praticò, dirigente apicale del dipartimento per la programmazione comunitaria, l’assessore Mancini ha risposto, arrogante, che è meglio si faccia i fatti suoi (« (la nota, nda) contiene, in forma irrituale, valutazioni ed obiezioni che non rientrano nelle Sue competenze») e che dia immediata esecuzione alla delibera poiché «di rilevante interesse per l’amministrazione Regionale».

Ecco l’assurdo: la giunta, coprendosi dietro imbarazzanti supercazzole che rivelano pochezza intellettuale e politica, continua a scambiare le questioni private con le questioni pubbliche. Nomina amici e poi crede di beffare i calabresi parlando di «rilevante interesse per l’amministrazione Regionale».

Non se ne può più. La giunta continua a farsi beffa dei cittadini e della legge, quando invece si potrebbero recuperare ben 33 milioni di euro dovuti dalle imprese private, come ho denunciato nella seconda interrogazione depositata oggi, e su cui anche il presidente della commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria, Aurelio Chizzoniti, si è mosso presentando un esposto il 17 giugno scorso indirizzato ai procuratori della Repubblica presso i Tribunali di Catanzaro, Paola, Cosenza, Castrovillari e Lamezia Terme.

Ma niente, nessuno muove un dito. A cominciare da Mancini, responsabile del Bilancio regionale. Meglio non toccare gli interessi degli imprenditori “amici” come Umberto De Rose, nonostante questi abbiano incassato soldi pubblici senza rispettare i patti con la Regione.

Giacomo Mancini deve dimettersi oggi stesso dall’incarico di assessore al Bilancio della Regione Calabria. Vada via, prima di fare altre rovine.

 

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