Vibo Valentia: le notizie da sapere sulla vertenza Italcementi

Nesci e Fassina

Avevamo forse 40 gradi, ieri, sul silo Italcementi di Vibo Valentia. Verso le 15,20 eravamo su, con gli operai in protesta. Il viceministro dell’Economia Stefano Fassina ha colto le loro ragioni. Con lui il collega Brunello Censore (Pd), il consigliere regionale Pietro Giamborino (Pd) e la sottoscritta.

di Dalila NESCI

Mi sarei aspettata la presenza di un assessore regionale, e invece niente. Forse perché l’area di Vibo Valentia non è ritenuta strategica, per la tenuta degli equilibri a Catanzaro, sede dell’esecutivo calabrese.

Per ora è con questa ipotesi che si deve leggere l’atteggiamento con cui il governatore Scopelliti e i suoi hanno affrontato la vertenza dei lavoratori Italcementi, oggi passata alla ribalta nazionale.

La politica, quella vera, è partecipazione, collaborazione, risoluzione condivisa dei problemi. Il Movimento Cinque Stelle sta dando il suo contributo. Lo scorso 6 luglio, una delegazione Cinque Stelle è andata sopra il silo della fabbrica ad ascoltare i lavoratori. C’erano i capigruppo parlamentari del Movimento, cioè Riccardo Nuti e Nicola Morra, oltre al deputato Paolo Parentela e a chi vi scrive.

Nella circostanza abbiamo fatto soltanto il nostro dovere, punto. Siamo stati eletti per rappresentare i cittadini e in primo luogo per agire nelle difficoltà. Solo per cronaca, poi ho scritto al presidente della Repubblica e al ministro del Lavoro. Nuti e Morra hanno consegnato la mia lettera nelle mani del capo dello Stato, che adesso conosce il dramma degli operai vibonesi di Italcementi. Ho anche coinvolto la presidente della Camera Laura Boldrini e preso contatti con il sottosegretario al Lavoro Jole Santelli, che non mi ha ancora risposto, e con il viceministro dell’Economia Fassina, subito disponibile.

Ieri Fassina ha dichiarato che sentirà l’azienda per sapere come vuole muoversi, sul presupposto che non può scappare da Vibo lasciando disoccupazione e macerie.

A questo proposito, voglio sottolineare che lo stesso viceministro e il collega Censore hanno assunto l’impegno, su mio invito, di lavorare con i parlamentari Cinque Stelle per eliminare l’articolo 41 del Decreto del fare. Più volte ho chiarito che questa norma di fatto permette alle aziende di non bonificare i siti industriali abbandonati, se gli interventi del caso non sono economicamente sostenibili.

In realtà, l’articolo, molto ambiguo nella forma, è un vero e proprio favore ai pesci grossi, che, come purtroppo è avvenuto in Calabria, possono prendere finanziamenti pubblici, fare impresa finché torna comodo, licenziare tutti, smammare e lasciare rifiuti tossici e pericolosi. È già successo, ora il governo tenta di legalizzare il tutto.

Vi dico altre tre cose, non meno importanti.

1)      Al tavolo tecnico in prefettura (9 luglio scorso), il Movimento Cinque Stelle ha portato una proposta di riconversione, rispettosa dell’ambiente e lontana da “impicci”, cioè un centro di riciclo rifiuti sul modello di Vedelago (Tv);

2)      il movimento Cinque Stelle ha aperto un dialogo con le altre forze politiche, spingendo per l’unità delle parti, la fermezza e la riduzione dei tempi;

3)      la Regione Calabria ha negato la possibilità della suddetta riconversione, riferendo che nel Piano rifiuti – addirittura del 2007, l’atto risale al commissario per l’emergenza – sono previsti investimenti solo su Cosenza.

 

VIDEO IMPIANTO RICICLO DI VEDELAGO (TV)

 

In realtà le argomentazioni della Regione di Scopelliti non reggono: il governatore e i suoi assessori Nazzareno Salerno (Lavoro), Demetrio Arena (Attività produttive) e Francesco Pugliano  (Ambiente) ci dicano qual è il loro piano aggiornato sui rifiuti.

A me non risulta che ci sia una sola ragione tecnica per escludere Vibo Valentia da investimenti sul riciclo.

C’è ancora molta strada davanti. Non possiamo fermarci e sarà necessario che gli attivisti siano ancora più vicini: sia perché qualcuno inizia a censurarci, sia perché altri ha già sparso informazioni false e fuorvianti; per esempio che i Cinque Stelle vogliono la chiusura di Italcementi.

Noi stiamo lavorando uniti, con i fatti. Verificabili. Stiamo attenti alle speculazioni e a promesse a vanvera. Sappiate tutti che la partita è delicata e possiamo vincerla solo se sapremo essere pazienti, decisi, propositivi e vigili.

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