Video-lettera al Commissario che non c’è

Egregio Commissario che non c’è,

avremmo voluto dirle di persona queste cose, ma non la conosciamo perché lei non c’è.

IL TESTO DELLA LETTERA AL COMMISSARIO CHE NON C’E’

Il governo dice di volerla nominare, ma poi rinvia ogni giorno come fosse un gioco. Intanto in Calabria gli ospedali non hanno medici, i servizi sono all’osso e c’è un gran casino, con tutti i pericoli del caso.

Come sa, la giunta regionale calabrese è andata oltre l’ordinario, nominando abusivamente alcuni dirigenti delle aziende sanitarie, fra cui uno, Enzo Sidari, finanche dichiarato non idoneo in una recente deliberazione dello stesso esecutivo della Calabria. Tra poco ci saranno le elezioni regionali.

La giunta ha così scavalcato il governo, i ministeri della Salute e dell’Economia, due sub-commissari e l’Avvocatura dello Stato, per i quali quelle nomine erano illegittime. Il governo ha promesso rimedi, ma non abbiamo ancora visto niente.

Antonella Stasi, attuale governatore della Calabria, ha detto che la Regione ha potere esclusivo sulla sanità. Questo è falso, perché la Calabria è commissariata per il piano di rientro, che deve togliere i debiti cumulati, fatti con gestioni clientelari e intromissioni criminali.

In una delibera del 2010, la stessa Stasi aveva sostenuto che è il commissario per il Rientro a tenere il timone della sanità regionale. Oggi la presidente non ricorda più, avendo buona memoria solo per le case di cura private, come quella del marito.

Sappiamo, inoltre, che l’Avvocatura regionale ha espresso pareri a favore delle nomine di cui le sto parlando. Ma questi pareri sono stati rilasciati da un soggetto, l’avvocato Paolo Arillotta, che – è scritto nella relazione Mosella, ispettore del Ministero dell’Economia – occupa abusivamente il suo posto e deve restituire ai calabresi oltre 560 mila euro.

Ancora, c’è un parere esterno a sostegno delle nomine abusive. L’ha fatto un costituzionalista, pagato con soldi del popolo.

Finora nessuno si è mosso, salvo noi Cinque Stelle, che abbiamo interrogato il governo e presentato esposti in procura e alla Corte dei conti.

Mi chiedo se l’indifferenza delle altre forze politiche sia un esempio di lotta alla cultura mafiosa, di cui si riempiono la bocca tanti politici.

Egregio Signor «Commissario che non c’è», nella sua competenza rientra anche l’organizzazione del Dipartimento regionale della Salute, che è il suo supporto tecnico, come stabilisce un decreto commissariale del 2010. Dia una bella ripulita lì al Dipartimento, dove il reggente Bruno Zito ha favorito chiaramente gli abusi sulle nomine discusse in questa lettera.

Signor «Commissario che non c’è», l’attendiamo in Calabria con ansia. Per ora lei non c’è. Domani, magari grazie anche al Movimento Cinque Stelle, lei sarà al suo posto, per rimediare alle porcherie della giunta degli Scopelliti’s.

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