Vigili del Fuoco, chiesto ad Alfano distaccamento permanente per S. Giovanni in Fiore

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Oggi ho chiesto al ministro dell’Interno Angelino Alfano che il distaccamento dei Vigili del Fuoco di San Giovanni in Fiore (Cosenza) diventi permanente. L’ho fatto con un’interrogazione parlamentare, sapendo che, stando all’ultimo indirizzo del Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco, il distaccamento di San Giovanni in Fiore subirà un declassamento. La previsione, infatti, è di un distaccamento di volontari. Sarebbe, dunque, l’ennesima penalizzazione compiuta nel silenzio complice della politica, cui andrebbero sommate l’assurda chiusura della sede locale dei Vigili del Fuoco e una lunga storia di promesse di rilancio da parte di centrosinistra e centrodestra, puntualmente finite nel nulla.

di Dalila NESCI

Nell’atto di sindacato ispettivo ho elencato i rischi sismici della zona, la rigidità del clima, le difficoltà di spostamento verso Cosenza e Crotone, rappresentando al ministro Alfano una situazione di estrema criticità per il pronto intervento, sia in caso di incendi che di incidenti sulla statale 107 o di calamità.

Richiamando articoli giornalistici degli ultimi quindici anni, ho rilevato nel merito le responsabilità dei politici locali e dei loro referenti a Roma, senza sconti per nessuno. Nell’interrogazione al ministro dell’Interno, ho sottolineato che il dipartimento nazionale dei Vigili del Fioco ha invece previsto il potenziamento di «distaccamenti dalle caratteristiche simili a San Giovanni in Fiore, ubicati in comuni molto meno popolati, come Posta (714 abitanti, in provincia di Rieti) e Ales (1.515 abitanti, in provincia di Oristano)».

Una città importante come San Giovanni in Fiore è stata abbandonata a se stessa, vittima di spietate logiche di potere e di palazzo. È arrivato il momento che la comunità del luogo pretenda servizi e diritti, che restano fuori dei programmi di vecchi politici, preoccupati dalla raccolta del consenso e con i soliti metodi rovinosi.

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