EUROJUST: I PUNTI DA SVILUPPARE IN ITALIA PER UNA MIGLIORE COOPERAZIONE GIUDIZIARIA TRANSNAZIONALE

Oggi, in missione con la Commissione Antimafia presso l’Eurojust, l’Agenzia europea per la cooperazione giudiziaria internazionale, abbiamo potuto confrontarci con il Vicepresidente dell’Agenzia, il dott. Filippo Spiezia, nonché Membro nazionale del Desk Italiano in loco.
È cruciale dare forma ad una nuova normativa europea che consenta di riconoscere ed individuare, a livello transnazionale, i diversi gruppi criminali mafiosi che operano -non solo- in Italia, ma che esercitano il proprio controllo economico e territoriale anche in altri Paesi dell’Unione Europea che non hanno una normativa antimafia avanzata come la nostra.
Di conseguenza, si rivela imprescindibile l’elaborazione di un Programma europeo specifico destinato a tutelare i testimoni ed i collaboratori di giustizia che denunciano le organizzazioni criminali.
Rispetto ai meccanismi di funzionamento di Eurojust, si è discussa la necessità di snellirne velocemente la burocrazia, per facilitare l’attribuzione dei fondi Eurojust a favore degli Uffici Giudiziari che ne fanno richiesta per la conduzione di indagini transnazionali e dunque sfruttare al meglio il supporto dei questa Agenzia.
In merito alla prossima istituzione della Procura Europea, è necessario lavorare ad una progressiva distrettualizzazione delle diverse Procure Europee su base nazionale, per coadiuvare il lavoro del Procuratore Capo ed elaborare meccanismi di non sovrapposizione con i compiti di Eurojust.
Rispetto allo scambio e alla comunicazione di informazioni relative ad indagini e casi trattati (uno dei pilastri su cui l’Agenzia è stata fondata), ci si è accorti del bisogno di condividere tali dati anche con altre agenzie preposte alla lotta contro la diffusione della criminalità organizzata in Europa, come Europol e Frontex.
Ancora, abbiamo parlato della necessità che l’Italia recepisca al più presto la Direttiva 2017/1371 del Parlamento Europeo e del Consiglio (la cosiddetta Direttiva PIF), che estende la responsabilità e le connesse misure sanzionatorie nei confronti delle persone giuridiche colpevoli di reati che minacciano gli interessi finanziari dell’Unione europea. Di ritorno in Italia abbiamo dunque altro materiale importante su cui proseguire a lavorare in Parlamento.

EUROJUST: PER UNA MAGGIORE COOPERAZIONE ANTIMAFIA IN EUROPA, CHE PARTA DAI TRAGUARDI NORMATIVI ITALIANI

Seconda giornata di missione per la Commissione Antimafia a l’Aja: questa mattina abbiamo visitato il quartier generale di Eurojust, alla presenza del Presidente dell’Agenzia Ladislav Hamran e del Vicepresidente Filippo Spiezia, Membro nazionale del Desk italiano che opera presso l’Agenzia.
Abbiamo potuto apprenderne il funzionamento, gli sviluppi legislativi ed organizzativi che in questi anni ne hanno progressivamente ampliato il raggio d’azione e affinato i meccanismi, nonché le sfide che si prepara ad affrontare nel prossimo futuro.
Attraverso il Vicepresidente Spiezia, siamo riusciti a valutare il fondamentale apporto che il Desk italiano, punto di contatto con la magistratura del nostro Paese, ha donato in occasioni di numerose indagini e missioni, in materia di coordinamento, efficienza organizzativa, e competenza normativa.
E’ questo, ancora una volta, il segno di quanto la nostra legislazione in materia di antimafia sia estremamente avanzata rispetto alla media europea.
Una normativa all’avanguardia, che ha spesso deciso il successo di operazioni difficili e delicate, come la cosiddetta “Pollino”, contro il radicamento della ‘ndrangheta in Europa. E’ per questo motivo che ci auguriamo che la prossima istituzione della Procura Europea (EPPO), mirante ad armonizzare i meccanismi di contrasto alla criminalità organizzata tra i vari Paesi europei, non comporti, di conseguenza, anche una omologazione al ribasso della normativa antimafia da applicare sul continente; normativa che in Italia, ribadiamolo, è estremamente avanzata: pensiamo ai reati di associazione mafiosa e alle misure cautelari reali, come la confisca, che in Europa non hanno una corrispondenza analoga alla nostra.
Si prospetta, inoltre, anche la costituzione di un Registro delle informazioni giudiziarie in ambito di terrorismo internazionale, che Eurojust gestirà per favorire il coordinamento delle operazioni sul territorio dell’Unione.
Lavoriamo, dunque, per rendere la cooperazione in materia di lotta alla diffusione e al radicamento delle mafie in Europa più effettiva, mirata ed incisiva, senza dimenticare, tuttavia, i fondamentali passi in avanti fatti in questi anni dalla nostra legislazione nazionale.