Il progetto “Liberi di scegliere” è vicino a diventare legge. Oggi sono a Palazzo Montecitorio. Sto partecipando alla presentazione della proposta portata avanti con determinazione dall’On. Chiara Colosimo, Presidente dell’attuale Commissione parlamentare antimafia, insieme a deputati e senatori di tutti gli schieramenti politici. Sono particolarmente felice che questo lavoro prosegua, perché nell’estate 2019 depositai un disegno di legge con lo stesso obiettivo: istituire e regolamentare una rete nazionale di protezione e assistenza per i minori esposti a gravi pregiudizi derivanti da contesti di criminalità organizzata e per i familiari che scelgono di dissociarsi. Con i colleghi Devis Dori e Fabiola Bologna miravamo a introdurre la decadenza genitoriale per i condannati per mafia o traffico di droga, a rafforzare il coordinamento degli interventi giudiziari, socio-sanitari ed educativi e a colmare il vuoto di tutela per i figli di collaboratori e testimoni di giustizia. Andiamo avanti: l’Italia e i nostri giovani hanno bisogno di scelte coraggiose e di una protezione concreta.
NB. Tra le foto di oggi trovate pure quelle di qualche anno fa che documentano la mia attività politica e legislativa su “Liberi di scegliere” in collaborazione con il Dott. Roberto Di Bella (allora Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria e ora alla guida degli uffici di Catania).
Un’edizione davvero straordinaria: 105 mila presenze, 144 ore di dibattiti, 743 interventi, oltre 1.400 giornalisti accreditati da tutto il mondo e mille volontari che hanno reso possibile ogni momento.
Camminare tra le sale e il villaggio di Natale ai giardini di Castel Sant’Angelo è stato come immergersi in un’energia unica, fatta di politica, cultura, confronto e tanta partecipazione popolare. L’intervento conclusivo del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha segnato la chiusura di quella che è stata definita l’edizione più partecipata di sempre.
Un grazie speciale ai ragazzi di Gioventù Nazionale e a tutte le associazioni di volontariato che hanno animato il mercatino solidale: senza il loro lavoro appassionato, questa festa non avrebbe lo stesso valore.
Riparto da questa esperienza con entusiasmo e curiosità per ciò che ci aspetta. Avanti a testa alta con serietà e responsabilità!
Ieri ho rilasciato un’intervista a Luca Sablone che scrive per “Il Riformista” diretto da Claudio Velardi. Il giornale, con Aldo Torchiaro ed altri giornalisti, sta approfondendo il tema della Riforma della giustizia sulla separazione delle carriere voluta dal Governo Meloni e la sua maggioranza.
Io voterò Sì al referendum confermativo che si terrà nella primavera 2026, ecco come la penso.
Intervista di Luca Sablone a Dalila Nesci del 6/11/2025
“La separazione delle carriere continua a raccogliere consensi trasversali. Lo dimostra anche il Sì di Dalila Nesci. Certo, ora ha la tessera di Fratelli d’Italia. Ma il suo passato politico è insospettabile: prima i meetup del Movimento 5 Stelle di Reggio Calabria e le Parlamentarie online, poi l’elezione come deputata 5S e la nomina a sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale nel governo Draghi. Insomma, una grillina fin dagli albori che nell’urna sosterrà la riforma Nordio in barba al catastrofismo di Schlein, Conte e Anm.
Ha già le idee chiare sulla separazione delle carriere o si prenderà i prossimi mesi per riflettere sul voto? Ho seguito l’iter della riforma in Parlamento e il relativo dibattito politico e pubblico, dentro le istituzioni, l’avvocatura e la magistratura. Sono già decisa a votareSì al referendum: questa riforma va confermata e approvata in toto.
Insomma, nessun pericolo per l’indipendenza della magistratura…Il vero pericolo si è creato quando è stato scoperchiato il sistema delle correnti, che ha prodotto dinamiche distorsive e pericolose all’interno del sistema giustizia, compromettendo l’equilibrio tra chi accusa e chi giudica. La riforma prova a dare finalmente concretezza al giusto processo previsto dalla Costituzione. L’istituzione dell’Alta Corte disciplinare distinta dai poteri del CSM, la separazione delle carriere con lo sdoppiamento del CSM e il metodo del sorteggio, garantiscono la rottura del sistema correntizio e rafforzano l’autonomia della magistratura.
Un ex politico del Movimento 5 Stelle che sostiene la riforma Nordio. Non le sembra un paradosso? Direi piuttosto che sono una Ex Parlamentare della Repubblica ed Ex Sottosegretario di Stato. Oggi ho aderito con convinzione al progetto politico di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia, ma soprattutto sono una donna delle istituzioni. L’esperienza politica e istituzionale di 15 anni mi ha confermato che la giustizia è decisiva per i cittadini e per la tenuta democratica del Paese. È giusto che Parlamento e Governo, alla luce dell’evoluzione sociale, trovino strumenti che diano più garanzie e vigore al sistema. Con il sorteggio, il CSM si comporrà di nominati competenti e non per via delle correnti di appartenenza. E insieme all’Alta Corte disciplinare, crescerà la fiducia dei cittadini in una giustizia più trasparente e responsabile.
Allora per quale motivo Giuseppe Conte si scaglia contro il referendum? Non sono più tenuta a rispondere delle castronerie di Giuseppe Conte. Non è il mio leader anche se l’ho rispettato come Presidente del Consiglio. Credo che lui, come gran parte della sinistra, usi la riforma per propaganda. Eppure nella stessa area ci sono personalità autorevoli favorevoli al referendum, come Anna Paola Concia ed Enrico Morando. Se persone con esperienze diverse valutano positivamente la riforma, significa che va valutata oggettivamente. Politici e associazioni dovrebbero informare e raccontare la riforma in modo corretto e non fazioso.
Conosce qualcuno del M5S che, nel segreto dell’urna, metterà la croce sul Sì? Certo, ce ne saranno molti. Ma pochi lo diranno pubblicamente, perché chi si espone nel M5S rischia poi di dover ritrattare, come è accaduto a Chiara Appendino sulla leadership di cartone di Conte.
Vedere le opposizioni che vanno a braccetto con l’Anm non è una bella immagine. Non è solo questione di immagine, sono posizioni a tratti autoreferenziali e di difesa della categoria. Il legislatore dovrebbe guardare all’evoluzione della società, delle professioni, delle tecnologie e legiferare di conseguenza. Capisco l’ANM che tutela la categoria. Ciò che trovo più stucchevole è l’atteggiamento opportunista delle opposizioni politiche: pur di contrastare il Governo si schierano su posizioni corporative, legittime ma non coerenti con la loro funzione istituzionale”.
Questa mattina sono stata a Catanzaro, nel palazzo della Provincia, con il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il Sottosegretario per il Sud Luigi Sbarra e il Presidente Roberto Occhiuto a Catanzaro.
Evento nazionale di Fratelli d’Italia in Calabria per raccontare i 3 anni di risultati del Governo Meloni.
Importante sapere che il Fondo Sanitario Nazionale passa da 126 miliardi a 141 miliardi. Significa più investimenti in assunzioni e sanità territoriale.
Qualche giorno fa, a Roma, ho accettato di essere intervistata da un gruppo di giovani universitari attraverso il format da loro elaborato: “Aperitivo politico”. Ho risposto alle domande e curiosità di Angèle Mulibinge sul mio percorso politico e la mia recente adesione al partito di Fratelli d’Italia. Sono convinta che ai giovani vada testimoniata l’importanza dell’impegno civico e nelle istituzioni. La nostra democrazia si rafforza attraverso la partecipazione civica, la passione educativa ed etica, la responsabilità nel lavoro e verso il bene comune. Se vuoi vedere l’intervista integrale clicca QUI
P.S. Mi è stato chiesto con chi prenderei volentieri un aperitivo e con chi non lo prenderei mai…secondo te ho risposto?
26° Convegno “POMERIGGI POPOLARI a Montecitorio” organizzato dal Think Tank “Parole Guerriere” di Diego Antonio e Dalila Nesci
Perché le persone non votano? Apocalittici e (dis)integrati 📅 Martedì 28 ottobre 2025 – ore 17.00 📍 Sala della Regina, Palazzo Montecitorio – Roma
Roma, ottobre 2025 – Torna a Montecitorio il ciclo di incontri “Pomeriggi Popolari”, promosso da Parole Guerriere, con il suo 26° convegno dedicato a uno dei temi più urgenti e complessi del nostro tempo: l’astensionismo elettorale.
Il titolo dell’incontro, “Perché le persone non votano? Apocalittici e (dis)integrati”, è una provocazione che rimanda a Umberto Eco, ma soprattutto un invito a riflettere in modo meno allarmistico e più lucido sul fenomeno dell’astensione. In un mondo globalizzato e in continuo movimento, dove la vita delle persone si distribuisce tra territori, lavori e relazioni sempre più fluidi, ha ancora senso legare il diritto di voto a un concetto statico di residenza? Forse è arrivato il momento di ripensare le forme della partecipazione, anche attraverso strumenti moderni come il voto elettronico.
L’obiettivo di questo incontro è proprio quello di superare la narrazione emergenziale sull’astensionismo per restituire complessità e senso a un fenomeno che può anche essere letto come una richiesta di nuovi linguaggi e nuove modalità di cittadinanza. Vivere oggi, immersi nel ritmo del mondo digitale e nel disincanto della politica, significa convivere con la fatica della scelta, ma anche con il desiderio di nuovi spazi democratici. Ti senti più apocalittico o (dis)integrato? Ti aspettiamo a Montecitorio!
PROGRAMMA
Saluti istituzionali: 📣 On. Fabio Rampelli – Vicepresidente della Camera dei Deputati
Modera: 🎙️ Diego A. Nesci
Intervengono:
Tommaso Cerno – giornalista e scrittore
Igor Sibaldi – filosofo e saggista
Franco Nembrini – educatore e autore
Wanda Ferro – deputata
Ettore Rosato – deputato
Giuseppe Fioroni – già ministro
Un parterre di voci eterogenee per una riflessione che attraversa politica, cultura, filosofia e comunicazione, alla ricerca di “Parole Guerriere – Parole di Pace”, capaci di restituire fiducia e senso alla partecipazione democratica.
Sto partecipando al convegno organizzato dall’Istituto Alberghiero Marco Polo di Genova: discutiamo del calo della partecipazione elettorale.
Sto esplorando, insieme agli studenti e altri attori istituzionali del territorio, le cause del disincanto nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Ho parlato di crisi di rappresentanza, disillusione, individualismo, informazione frammentata, politica mediatizzata ed incidenza delle tecnologie digitali nel confronto democratico.
Sono sempre felice di poter dare il mio contributo nei dibattiti pubblici e confrontarmi con gli studenti.
Ieri ho avuto il piacere di raccontare la mia storia istituzionale in una masterclass e oggi sono qui per discutere con loro di un tema così importante.
Complimenti agli studenti dell’Istituto Marco Polo per l’organizzazione impeccabile di questo convegno, dalla programmazione alla logistica, tutto è stato gestito con grande impegno e dedizione. La vostra ricerca studio sul fenomeno dell’astensionismo in Italia e in Europa è davvero interessante!
L’evento è stato patrocinato dall’Associazione degli Ex Parlamentari della Repubblica Italiana, di cui mi onoro di far parte.
Amici G R A Z I E di cuore per la fiducia personale che mi avete accordato in questo nuovo percorso in Fratelli d’Italia, progetto politico di Giorgia Meloni al quale orgogliosamente ho aderito.
Le mie preferenze hanno aiutato a far vincere FdI, il nostro Presidente Roberto Occhiuto e tutta la coalizione di centro-destra, ma non sono state abbastanza per entrare in Consiglio Regionale.
Rimango a servizio del partito e della Calabria, perché c’è ancora bisogno di energie nuove, intelligenze pulite ed esperienze istituzionali.
Faccio gli auguri ed i complimenti ai nuovi eletti che lavoreranno per il bene dell’intero territorio.
Per la prima volta nella storia della regione, i Calabresi hanno scelto la continuità e la stabilità di un ciclo di governo lungo che porterà riforme strutturali e opere strategiche
Il testo che segue è la trascrizione integrale automatica dei sottotitoli del video:
Questo enorme “salto della quaglia”, cioè dai 5 stelle a Fratelli d’Italia. Noi non è che ci scandalizziamo, spiegala tu laicamente. Sì, grazie Antonella. Intanto spieghiamo il quando tutto questo è avvenuto. È da 4 anni che io sono fuori dal 5 Stelle, fuori dalle istituzioni, non ho cercato né avuto alcun incarico pubblico. In questi 4 anni sono rimasta autonoma, senza la protezione di alcun partito. Anzi, ti dirò, Antonella, potevo fare come qualche mio ex collega che è rimasto acquattato nel movimento e sta godendo di qualche privilegio. Io non l’ho voluto fare perché da libera donna voglio fare politica e dopo 4 anni ci sono i miei ex colleghi che sono là che gironzolano. Io invece liberamente dopo 4 anni ho scelto un bel partito serio, con una leader donna tosta e tu ne sai qualcosa di cosa significa essere tosti. Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia che vuole assolutamente strutturare ancor di più il partito sul territorio, vuole persone con competenza e con energia come credo di avere io. Ho dimostrato di essere una donna fedele alle istituzioni che lavora per la collettività. Quindi, quando mi è stato chiesto di prestare servizio nella candidatura alle elezioni regionali, io ho detto sì, sono presente perché ci sono per la mia Calabria e quindi ho aderito innanzitutto ad un progetto. Uno dice troppo trasformista. Ma sai perché no? Perché il Movimento 5 Stelle, quando l’ho fondato io, era un movimento né di destra, né di sinistra, era un’onda pragmatica, trasversale che rompeva gli schemi, poi è stato superato dalla sua stessa storia perché abbiamo governato sia con la destra che con la sinistra, quindi nessuna virata, nessun salto, una donna libera che dopo 4 anni fa la scelta che ritiene giusta. Però è anche vero che tendenzialmente, cioè era più predisposto verso la sinistra, non è vero conte che l’ha spiaggiato a sinistra. Però fatti dire pure, insomma, che Matteo Renzi non è che abbia tutta questa stabilità, assolutamente. No, non è che abbia stabilità, ha fatto cadere governi, ha come dire ha promosso Draghi, ha elevato Draghi al rango degli altari. Vabbè, ma questa la politica non è un’attività per novizie, quindi insomma noi non ci scandalizziamo più di tanto. Nesci, vai. Antonella, io sono stata una donna di governo, quindi ho affrontato la complessità del governare e di mediare anche su interessi contrapposti e soprattutto su ambiti difficilissimi. Penso alla sanità, alla burocrazia. Ho chi ha avuto il coraggio e la determinazione di portare avanti delle riforme, eh di portare a casa investimenti che vanno spesi. Io per questo chiedo la preferenza per me in Fratelli d’Italia in sostegno al presidente Occhiuto, perché la Calabria ha bisogno di cicli lunghi di governo. Se ci pensi la Puglia, la Campania ce l’hanno avuta questa possibilità di un diciamo di un lungo periodo di di governo. permettiamo ad Occhiuto di continuare a lavorare e io vorrei aiutarlo in questo buon governo a portare a casa risultati che non si ottengono ovviamente in pochissimo tempo. Quindi secondo me questa possibilità va data alla Calabria. Intanto le elezioni sono democrazia e quindi il popolo sceglierà il nuovo consiglio regionale. Comunque il presidente Occhiuto era a fine mandato. Io vorrei ricordare che il presidente Occhiuto ha ottenuto, come ha ribadito qualche giorno fa Giorgia Meloni che è venuta in Calabria, che finalmente la Calabria esce dal dal commissariamento e questo può è stato possibile soltanto grazie a questo processo di ridimensionamento del sanitario. Io ricordo che Occhiuto e nessun altro è riuscito a farlo prima, né la destra e nella sinistra prima è riuscito a chiudere i bilanci delle aziende sanitarie ospedaliere, a certificare un debito che è oggi ad 862 milioni di euro, che è stato ripianato già alla metà ed è questo che permette oggi al al governo di di farci uscire dal commissariamento. È riuscito, nonostante i pensionamenti, più di 2500 pensionamenti a far assumere 5.000 unità di personale e mentre faceva le nuove assunzioni siamo riusciti a far arrivare 350 medici cubani che dobbiamo ringraziarli, ci hanno permesso nei momenti di contingenza, di emergenza di non chiudere i reparti. È ovvio che la sanità non è nella, diciamo, la migliore in Italia, ma dei passi in avanti sono stati fatti. Quindi io questo dico, perché tornare indietro? Nuove giunte, nuovi nuovi nuovi gruppi? Facciamo finire di lavorare Occhiuto. Nesci mi ha dato una dritta interessante e io spesso avrei voluto approfondire e non me dice ma il Movimento 5 Stelle no lo si deve al genio di Grillo che se per radunare sotto la stessa egida sensibilità di destra di sinistra di centro in esodo dalle rispettive appartenenze. E però mo dice che però mo so progressisti Dani e si sono convertiti. Io non sono mai stata una donna di sinistra, anzi ho governato con la destra e con la sinistra indifferentemente perché penso che si debbano fare cose buone quando si sta dentro le istituzioni, quando anche quando si è fuori, come ho dimostrato io in questi ultimi 4 anni. E’ Conte che ha deciso di spiaggiare il Movimento 5 Stelle sulle posizioni radicali ed estremiste di una sinistra velleitaria che si sta dimostrando pericolosissima anche in questo momento storico di infiammazione del panorama e del piano geopolitico internazionale. Quindi cosa vediamo di fronte? una sinistra che è in cerca della sua visione e la ritrova soltanto nella propaganda e Occhiuto, la coalizione di centrodestra e Fratelli d’Italia che dice: lasciateci continuare a governare per avere risultati e chiudere i lavori che abbiamo intrapreso. Chiaro però sta cosa della genesi dei 5 stelle è interessante. La tutto stava a lavorare in regione dove deve stare. Ma ancora il punto che eh Tridico ed altri che evidentemente si sentono assonanti a lui deve deve ancora toccare con mano e noi tocchiamo con mano da anni da tempo. Tridico perdendo questa elezioni ritornerà a Brustelles, farà l’europarlamentari. Speriamo faccia un buon lavoro per per l’Italia. ce lo ce lo auguriamo perché di certo non starà in Calabria e vorrei ricordare alla collega candidata che la politica deve portare soluzioni, no, all’elenco delle lamenti, perché queste cose già le sappiamo, la viviamo tutti il disagio dei disservizi che sono stati creati comunque in 40 anni anche di cattivi governi o di governi non all’altezza. Oggi c’è un leadership di destra autorevole insieme al governo nazionale che è riuscita a fare dei passi in avanti alla Calabria e noi dobbiamo proseguire su questa strada, dobbiamo semplicemente proseguire a lavorare. Io chiedo di barrare il simbolo di Fratelli d’Italia e di scrivere Nesci Fratelli d’Italia è il partito di Giorgia Meloni che sta dimostrando autorevolezza e serietà a livello nazionale e anche a livello regionale. Continueremo ad aiutare Occhiuto nel suo buon governo perché bisogna essere pragmatici, ma soprattutto abbiamo le competenze, le energie e le relazioni per fare bene. Quindi non si tratta di cambiamenti velleitari, campati per aria, ma di cose concrete che già sono avvenute e proseguiremo a restituire alla Calabria, per una Calabria migliore. Grazie a Dalila Nesci.
Oggi la politica è vista con diffidenza, con il fumo negli occhi. Troppi hanno parlato, troppi hanno promesso, ma alla fine i cittadini non hanno visto nulla. Io invece sono qui per dire una cosa chiara: io ho già fatto. Non vi chiedo di fidarvi delle mie parole, ma di guardare ai fatti. Quando sono stata Sottosegretaria al Sud e ho lavorato al Decreto Calabria, mi sono battuta per la sanità, per i diritti dei calabresi, per restituire dignità a questa terra. Non è stato facile, ma l’ho fatto. E con il Contratto Istituzionale di Sviluppo – Svelare Bellezza ho portato in Calabria 227 milioni di euro. Non chiacchiere, non slogan: 110 opere, 110 progetti concreti, che stanno cambiando il volto della nostra regione.
Di che opere parlo? Riqualificazione dei centri storici dei nostri borghi con efficientamento energetico, per far risparmiare sulle bollette della comunità, come a Santa Severina (KR), a Gasperina (CZ) sorgerà un ostello della gioventù, a Petilia Policastro (KR) un teatro-cinema moderno, a Montegiordano (CS) e Bova Marina (RC) un nuovo lungomare, a Crotone una piscina olimpionica, a San Luca (RC) la RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO nella zona circostante ALLA “CASA CORRADO ALVARO”, a Drapia una nuova strada di collegamento che aumenterà gli scambi commerciali e turistici nella costa degli Dei, a Parghelia la riqualificazione del centro storico e degli accessi a mare, a Ricadi la riqualificazione di tutti gli affacci panoramici come il Faro, la Scalea e Santa Maria, a Vibo Valentia la riqualificazione urbana e commerciale dell’area del retroporto di vibo marina, a Serra San Bruno la riqualificazione e la valorizzazione del viale che porta alla Certosa, a Siderno (RC) un anfiteatro e a Tropea un nuovo stadio e campi sportivi in via Campo di sopra…l’elenco sarebbe lunghissimo perché si tratta di 110 opere in tutta la Calabria! Vi ho fatto solo alcuni esempi per farvi capire in concreto cosa ho finanziato. Sul sito della della presidenza del consiglio o anche sul mio dalilanesci.it troverete l’elenco ufficiale completo.
Lo posso dire: io sono quella delle 110 opere. Io sono quella che porta i finanziamenti a casa, che apre cantieri, che crea futuro. E gli altri? Chi sono? Che cosa hanno fatto? Dove erano quando c’era da lottare per questi fondi? Io c’ero, io ho combattuto, io ho portato risultati. Per questo vi dico: io non devo cominciare da zero. Io devo solo continuare a fare quello che ho già fatto. Continuare a difendere la Calabria, continuare a portare risorse, continuare a trasformare promesse in realtà.
So che la fiducia nella politica è bassa. Ma io vi chiedo di guardare la differenza tra chi parla e chi agisce. Io non vi chiedo un atto di fede, vi chiedo di guardare le opere, i cantieri, i progetti che sono già partiti. Perché la Calabria ha bisogno di serietà, non di slogan. Ha bisogno di fatti, non di chiacchiere. E io vi prometto una cosa sola: continuerò a lavorare per voi, con voi, e insieme a voi. Perché questa terra merita rispetto, merita investimenti, merita futuro.
E io sono pronta, ancora una volta, a dare tutta me stessa per la Calabria
Grazie a tutti!
Dalila
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