Pene più aspre per chi compra voti dalla mafia

PENE PIU’ ASPRE PER CHI COMPRA VOTI DALLA MAFIA

È finalmente arrivato alla Camera la discussione della modifica dell’articolo 416-ter del Codice Penale, che punisce la pratica del voto di scambio politico-mafioso.

Ma #perché si modifica l’articolo 416-ter?

Si modifica per ampliare il suo raggio d’azione e di competenza, per inasprire le pene di coloro che si avvalgono dell’aiuto delle organizzazioni mafiose per essere eletti, promettendo in cambio non solo denaro, ma anche il soddisfacimento degli #interessi delle mafie.

#Quali modifiche prevede?

Il nuovo testo all’attenzione della Camera, dopo l’esame della Commissione Giustizia, punisce non solo chi entra in contatto diretto con la criminalità organizzata, ma anche colui che contratta con i suoi #intermediari. A tal fine, inasprisce la pena attualmente prevista, stabilendo un minimo di 10 fino a 15 anni di carcere per il politico che compra i voti.
Infine, in un ultimo passaggio fondamentale, la modifica rende IMPOSSIBILE per i condannati ricoprire in futuro altre cariche pubbliche.

Una passo #rivoluzionario, che intende riportare #trasparenza, #legalità e #fiducia nel rapporto tra eletto ed elettore, per impedire che la #mafia possa ancora una volta piegare gli interessi dello Stato alle sue mortifere e violente logiche di potere.

NO alla fusione delle aziende ospedaliere di Catanzaro senza definizione di adeguati fabbisogni sanitari e costi pubblici

 

In seguito a un approfondimento svoltosi lunedì scorso al Ministero della Salute con il ministro Giulia Grillo e i commissari governativi Saverio Cotticelli e Thomas Schael, chiederemo al governo di impugnare la legge della Calabria sull’azienda ospedaliera unica di Catanzaro, se il progetto fosse approvato per come proposto e in mancanza di un’adeguata programmazione del Consiglio regionale sui fabbisogni sanitari in rapporto ai costi pubblici. Inoltre l’ospedale di Lamezia Terme, per quanto convenuto con il ministro della Salute, non deve essere incluso in qualsivoglia disegno di fusione o incorporazione, poiché il presidio è fondamentale per il territorio, in Calabria baricentrico. Abbiamo concordato che intanto i commissari riporteranno a norma l’entità del corrispettivo regionale al policlinico universitario catanzarese, dal 2012 superiore di circa 10milioni all’anno rispetto a quanto consentito, peraltro a fronte della mancanza, nella stessa struttura, del Pronto soccorso e di attività di emergenza-urgenza. Lasciamo perdere gli insensati campanilismi locali e le cifre immaginarie sui fondi disponibili, che qualcuno fa pure lievitare come pasta da pizza. L’eventuale congiungimento dell’ospedale e del policlinico universitario di Catanzaro necessita di tutti i passaggi del caso e non può avvenire con la superficialità dimostrata nel centrodestra e centrosinistra calabresi. Se incanalato nel giusto binario, il processo in questione, fin qui frettoloso e difettivo, dovrà subire anche un’attenta verifica, da parte di un soggetto incaricato, in ordine a tutti gli aspetti organizzativi, patrimoniali ed economici.

 

Nota congiunta: Dalla Nesci, Francesco Sapia, Giuseppe d’Ippolito, Bianca Laura Granato, Paola Parentela.