C’è chi prova a raccontarlo come un semplice voto “contro” il Governo attuale, ma chi osserva con serietà sa che non è così: su questa riforma della giustizia convergono posizioni che, da decenni, appartengono a culture politiche diverse.
Non è una battaglia di parte, è un punto di arrivo.
Molti di quelli che oggi sostengono il SÌ chiedevano da tempo interventi su responsabilità, equilibrio dei poteri e funzionamento della magistratura.
Il vero dato politico è questo: al di là delle contrapposizioni, esiste una visione condivisa di riforma. Chi è oggettivo lo riconosce: non è un sì “contro qualcuno”, ma un Sì a ciò che per anni è stato considerato necessario per la democrazia e la giustizia nel nostro Paese.
Foto “Il Riformista”








